Attualità

STOP PLASTICA MONOUSO, IL VOTO DEL PARLAMENTO UE

Condividi

Plastica monouso. Manca davvero poco al voto del Parlamento europeo contro la plastica monouso.

Il voto degli eurodeputati sul divieto di vendita dei prodotti in plastica usa e getta, come cotton fioc, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini, è stato calendarizzato per il 25 ottobre prossimo.

La nuova legge, se approvata, vieterà a partire dal 2021 la vendita all’interno dell’UE di articoli in plastica monouso.

Accanto a posate, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini, nella lista dei prodotti da bandire, i deputati della Commissione parlamentare dell’ambiente hanno aggiunto i sacchetti in plastica leggera, gli articoli in plastica ossi-degradabili e i contenitori alimentari in polistirolo espanso.

La settimana scorsa inoltre, dal Comitato è arrivato l’ok alla richiesta di utilizzare almeno il 35% di materiale riciclato per i contenitori delle bevande a partire dal 2025.

Fra le proposte allo studio, c’è anche quella di introdurre misure per ridurre i rifiuti dei prodotti del tabacco, in particolare i filtri delle sigarette contenenti plastica, e quelli prodotti dalla perdita o dall’abbandono dell’attrezzatura per la pesca.

E mentre l’Europa fa un ulteriore passo verso l’economia circolare, l’Italia cerca di anticipare i tempi.

“Basta plastica monouso e stop al diktat che obbliga i pescatori a ributtare in mare i rifiuti tirati su per caso. Finalmente la Salvamare è in dirittura d’arrivo”.

Con queste parole, il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annuncia l’arrivo del provvedimento che dal primo gennaio 2020 vieterà i prodotti monouso.
“Il mio obiettivo – spiega Costa – è risanare il più possibile gli ecosistemi marini, per fare questo bisogna prima di tutto ridurre l’impatto di alcuni prodotti di plastica monouso. Dobbiamo fare la nostra parte per contrastare il marine litter, ormai è una piaga mondiale che sta distruggendo le acque del pianeta”.

 

(Visited 128 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago