Sfattoria Degli Ultimi, rinviata dal Tar del Lazio al 4 ottobre la trattazione del ricorso

Rinviata dal Tar del Lazio al 4 ottobre la trattazione del ricorso riguardante la “Sfattoria degli animali”. Tutti gli aggiornamenti. 

Gli animalisti della Sfattoria degli Ultimi hanno protestato davanti alla sede del Tar del Lazio, chiamato a decidere sul destino di 130 animali, salvati da condizioni di maltrattamento, su cui pende un decreto di abbattimento. Secondo la normativa vigente, gli animali vanno abbattuti per contenere il pericolo peste suina, infatti, maiali e cinghiali, sono ospitati in un territorio che la Asl ha dichiarato zona rossa. La richiesta degli attivisti è di non trattare gli animali da compagnia come animali da allevamento e di salvarli da una morte crudele e innecessaria.

Di oggi la notizia del rinvio del Tar del Lazio al 4 ottobre della trattazione del ricorso riguardante la “Sfattoria degli animali”.

Le associazioni, la cui prima e unica preoccupazione è il benessere degli animali, chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con le autorità prima del 4 ottobre. Nel frattempo, parteciperanno a qualsiasi tipo di esame, valutazione o accesso siano ritenuti necessari». Lo comunica l’avvocato Giuseppe Calamo che – con i colleghi Aurora Loprete e Michele Pezone – assiste Enpa, Leal, Leidaa, Lndc, Oipa, Tda e Lac, le associazioni animaliste intervenute ad adiuvandum nella controversia tra l’Asl Roma 1 e la titolare della “Sfattoria degli ultimi”.

Intervistato sul posto da TeleAmbiente nel corso della protesta davanti al Tar del Lazio, Emanuele Zacchini, volontario della Sfattoria degli animali,ha dichiarato: “Per un animale risultato positivo alla peste suina africana a 12km da noi, siamo rientrati in zona rossa e questo è il protocollo che solitamente indirizzano agli allevamenti a scopo commerciale, noi non lo siamo però ci siamo finiti dentro egualmente. Gli animali che sono dentro la Sfattoria sono stati già salvati da situazioni di maltrattamento assurdo e a differenza degli allevatori a cui abbattono gli animali e ridanno un compenso economico per ogni animale abbattuto, a noi non ci sarebbe nulla che potrebbe ridarci indietro quegli animali che hanno tutti un nome, sono esattamente come i cani che ho a casa.”

Ha partecipato al presidio davanti la sede romana del Tar anche Massimo Wertmüller, attore e attivista per i diritti degli animali, che ha dichiarato a TeleAmbiente: “Io sto qua per i diritti alla vita di qualsiasi creatura e mi auguro che le normative adesso (cambino n.d.r.) perché c’è anche quella che consideri esseri senzienti tutti loro, in modo di fare quel passaggio: dal considerare l’animale un oggetto, come avviene oggi nell’ordinamento giuridico, a soggetto.”

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