Roma, seconda “Ciclabile Umana”. La manifestazione si è svolta in via Tuscolana

Seconda “Ciclabile Umana” a Roma. Le associazioni cicloambientaliste sono tornate in strada con fatecelargo#2

L’iniziativa “Ciclabile Umana” fa seguito alle manifestazioni svoltesi nel mese di dicembre per chiedere maggiore attenzione ai temi della ciclabilità e della sicurezza stradale, nella convinzione che una vera transizione ecologica dei trasporti e una conversione alla mobilità sostenibile possa limitare i rischi per tutti coloro che si muovono in strada, non solo ciclisti e pedoni ma anche automobilisti.

Seconda da dicembre, la manifestazione si è svolta in via Tuscolana – incrocio via dei Lentuli – a protezione della corsia ciclabile. Un lungo cordolo composto da ciclisti urbani, monopattini e anche persone che si muovono a piedi, come una signora con il suo cane, si sono disposti lungo la linea bianca che separa la bike lane con la carreggiata per le automobili.

Nel corso della manifestazione, iniziata alle 7.30 del mattino, si sono alternate circa un centinaio di persone. Lo slogan dell’iniziativa promossa da Salvaiciclisti Roma e Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è stato “Roma può e deve diventare Città 30. La Capitale, infatti, soffre da decenni della supremazia dei mezzi a motore che dettano tempi e modi di vivere, soffocando gli spazi per le persone e generando continue situazioni di pericolo.

“La Città 30 non è solo semplicemente un limite massimo di velocità dei veicoli ma un diverso modo di concepire lo spazio urbano a favore delle persone e un ripensamento della mobilità” spiegano Marina Testa Coordinatrice Fiab del Lazio ed Enzina Fasano Presidente Salvaiciclisti Roma: “Oltre al traffico interno, a Roma convergono giornalmente milioni di veicoli privati provenienti dalle province e da fuori regione. Gli investimenti a lungo termine vanno orientati sui mezzi pubblici, adibiti al trasporto delle biciclette, e sul riequilibrio degli spazi urbani a favore delle fasce più deboli come ciclisti e pedoni. Città 30 significa soprattutto garantire sicurezza stradale e recupero della vivibilità”.

Ciclabile Umana a Roma, ecco in cosa consiste la manifestazione

La “Ciclabile umana” è una manifestazione simbolica e si snoda come una sorta di barriera fisica a protezione della pista ciclabile e delle persone che ogni giorno pedalano in città. Si è svolta contemporaneamente in diverse città italiane: al momento hanno aderito gli amici di Bologna (con un’anteprima il 20 gennaio), Torino, Milano, Treviso, Firenze, Roma, Cagliari.

“Strisce pedonali umane” a Napoli. Se la volta scorsa l’attenzione era concentrata sul ripristino dei fondi per la ciclabilità e su misure più incisive per la sicurezza stradale, stavolta l’attenzione è rivolta alla realizzazione delle Città 30. Anche Roma può e deve diventare Città 30 sull’esempio di altre città italiane come Olbia e Cesena dove i benefici sulla vivibilità sono stati tangibili. Mentre Bergamo, Torino, Bologna e Milano hanno avviato i percorsi per diventare Città 30 e finalmente rendere le città più vivibili per le persone, con spazi più democratici per tutti gli utenti della strada, dove spostarsi è più sicuro, incidendo in tal modo sul tragico ed evitabile problema dell’incidentalità stradale.

La realizzazione delle Città 30, inoltre, consentirà l’introduzione di una serie di misure contemplate dal nuovo Codice della strada come il senso unico eccetto bici e la strada urbana ciclabile. Si è certi, inoltre, che il principio del Safety in Numbers consentirebbe un riequilibrio di numeri e spazi riducendo l’incidentalità: più biciclette ci sono in circolazione, meno sono le automobili, minore sarà il rischio di impatto tra veicoli, ma occorre investire in tale settore anche a livello urbanistico e culturale.

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