Il PNACC, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici – in attesa di approvazione da cinque anni – è basato su dati scientifici vecchi. A dirlo a TeleAmbiente è il professor Roberto Danovaro che ha contribuito a stenderlo. “Meloni deve prendere decisioni impopolari”, ha aggiunto. Il servizio video

“Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti è già vecchio”. A dirlo, in una video intervista a TeleAmbiente, è stato uno che quel documento ha contribuito a scriverlo: il professor Roberto Danovaro, docente di Biologia marina ed ecologia marina all’Università politecnica delle Marche.

Il disastro di Ischia del 26 novembre scorso ha riportato l’attenzione sulla mancata approvazione da parte dei governi della scorsa legislatura del documento che indica la strada per adattare le nostre città e le nostre infrastrutture agli eventi atmosferici estremi che a causa della crisi climatica diventeranno sempre più frequenti.

Ora la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che il governo approverà il Piano entro fine di quest’anno. Ma questo non basterà.

Danovaro: “Il Pnacc è già vecchio. Non basta l’approvazione. Il governo deve agire”

“Il documento è già vecchio – ha spiegato il professore nella video intervista rilasciata a TeleAmbiente perché scientificamente fa riferimento a dati dell’IPCC del 2015 che sono vecchi e ancora più ottimisti di quelli attuali. Adesso la situazione è peggiore”. 

L’Italia resta l’unico Paese dell’Ue a non avere un documento di questo tipo. Dunque la sua approvazione, seppur tardiva è necessaria. “I tempi di intervento di questo piano di adattamento – spiega ancora Danovaro – non sono di giorni e non sono di mesi e prevedono qualcosa di più dell’approvazione del piano”. 

“Per adattarvi veramente ai cambiamenti climatici – conclude il professore – dovremmo fare dovremmo fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima. Cioè demolire quello che è stato costruito [dove non era possibile, ndr], ovviamente trovando delle alternative perché le persone non si possono lasciare senza tetto. Lì sì che questo governo troverà una grossa sfida che io spero possa vincere nell’interesse di tutti: non solo approvare il Piano ma anche applicarlo, con tutte le conseguenze del caso che richiedono un intervento forte, probabilmente anche impopolare, che amministratori e politici territoriali non hanno fatto per ragioni elettorali”. 

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