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Alcuni dei principali esponenti della nuova maggioranza hanno già anticipato i temi chiave su cui sarà necessario intervenire. Mattarella ha fretta e accelererà le consultazioni.

Dopo le elezioni, non c’è tempo da perdere. Il centrodestra che andrà al Governo ha parecchie questioni da affrontare e alcuni dei principali esponenti hanno già anticipato i temi su cui sarà necessario intervenire. Anche se Camera e Senato si riuniranno il 13 ottobre per eleggere i rispettivi presidenti, i tempi stringono e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intenzionato ad accelerare sulle consultazioni.

Centrodestra, le priorità dopo la formazione del Governo

Alcuni degli esponenti del centrodestra hanno le idee molto chiare sulle principali emergenze da affrontare al più presto. In primis, quella del caro bollette e della crisi dell’energia, come annunciato da Antonio Tajani. “Con Giorgia Meloni ci sentiamo cento volte al giorno, il primo intervento del nuovo Cdm sarà per fronteggiare l’emergenza bollette” – ha spiegato il vicepresidente e coordinatore di Forza Italia in un’intervista a Il Messaggero – “Poi, dovremo affrontare assolutamente il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas“.
Il futuro Governo sarà ovviamente a trazione Fratelli d’Italia e Francesco Lollobrigida concorda con Tajani, sempre in un’intervista a Il Messaggero: “Ora non si può fare festa: c’è una crisi, l’inflazione, la guerra, le bollette. Ci attende la manovra finanziaria ma ci sono delle contingenze, come l’emergenza bollette“.
Degli extraprofitti ha parlato invece Maurizio Leo, responsabile del Dipartimento Economia di Fdi. “La norma va sicuramente riscritta, bisogna cambiare la base imponibile. Quella attuale è legata ai cicli di fatturazione e non ai ricavi che rappresentano il vero extraprofitto dell’energia. Così com’è si presta a ricorsi“, ha spiegato Leo al Corriere della Sera.

Mattarella accelera sulle consultazioni

A differenza del 2018, le consultazioni questa volta si preannunciano decisamente più brevi e semplici. Sergio Mattarella, però, non vuole perdere tempo di fronte alle emergenze da affrontare. In attesa dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato, il presidente della Repubblica è disposto a ricevere i leader dei partiti e i gruppi parlamentari anche di sabato e di domenica. Quindi, nella migliore delle ipotesi, anche già il 15 e 16 ottobre. L’unica impasse, alquanto improbabile, è che il centrodestra non trovi un accordo unanime sull’incarico a Giorgia Meloni.

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