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ACQUE REFLUE, CORTE UE CONDANNA ITALIA A PAGAMENTO MAXI MULTA DA 25 MILIONI DI EURO

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Acque reflue Corte Ue condanna Italia a pagamento maxi multa da 25 milioni di euro. La Corte di giustizia Ue ha imposto all’Italia una maximulta da 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma di oltre 100 centri urbani o aree sprovvisti di reti fognarie o sistemi di trattamento delle acque reflue.

L’Italia era già stata condannata dalla Corte di Giustizia nel 2012 per non aver preso le misure sufficienti per dotare di reti fognarie per la raccolta delle acque reflue urbane e/o di sistemi di trattamento delle acque reflue urbane, ben 109 agglomerati situati nel territorio italiano.

Alla scadenza del termine fissato per l’11 febbraio 2016, non avendo l’Italia preso le misure necessarie per conformarsi alla sentenza, la Commissione ha deferito per la seconda volta il nostro Paese alla Corte, chiedendo l’inflazione di sanzioni pecuniarie.
Con questa nuova sentenza, la Corte ha constatato che alla scadenza dell’11 febbraio 2016, l’Italia non aveva preso tutte le misure necessarie per l’esecuzione della sentenza del 2012.

La Corte inoltre, rileva che ad oltre sei anni di distanza dalla prima sentenza, il numero degli agglomerati non conformi si è ridotto da 109 a 74, ma è comunque grande il ritardo nel seguire le disposizioni Ue, che si applicano dal 31 dicembre 2000.

La situazione risulta anche particolarmente grave per il fatto che l’assenza o l’insufficienza di sistemi di raccolta o di trattamento delle acque reflue urbane sono idonee ad arrecare pregiudizio all’ambiente.

La Corte considera perciò appropriato condannare l’Italia a pagare, a favore del bilancio dell’Unione, una penalità di 30.112.500 per ciascun semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2012, penalità che sarà dovuta a partire da oggi sino all’esecuzione integrale della sentenza del 2012.

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