la spezia cinghiali

Si moltiplicano gli appelli delle associazioni animaliste: “Liberateli e affidateli ad un rifugio. Pronti a fare barriera con i nostri corpi”.

Mentre la Sfattoria degli Ultimi, a Roma, prosegue le sue battaglie legali per impedire l’abbattimento di 140 maiali e cinghiali ospitati, da La Spezia arriva una notizia drammatica. Da due settimane, nove cinghiali (due mamme e sette cuccioli) sono imprigionati all’interno del Parco della Maggiolina.

“I cinghiali saranno abbattuti lunedì”

Gli animalisti, da allora, presidiano i cancelli del parco, a protezione dell’incolumità dei cinghiali. E ogni giorno, hanno chiesto a gran voce che i nove animali non vengano abbattuti. In tanti si sono mobilitati per salvare i cinghiali, ma ora le associazioni denunciano: “Non c’è più tempo per sperare in un ripensamento delle istituzioni, lunedì mattina gli animali saranno catturati e uccisi“.

“Pronti a fare barriera con i nostri corpi”

Non c’è più spazio per le trattative istituzionali che erano state intavolate con Comune e Regione. La Asl vuole prelevare i cinghiali lunedì mattina all’alba” – denunciano le associazioni – “Abbiamo bisogno di persone qui. Chiediamo a tutti coloro che hanno mostrato solidarietà e si sono attivati per la liberazione dei cinghiali, di accorrere subito per fare da scudo e opporsi a questa ingiustizia“.

Le richieste degli animalisti

Le richieste delle associazioni a Comune di La Spezia e a Regione Liguria sono chiare e semplici. L’etologo e biologo Francesco De Giorgio, gestore di un rifugio in provincia di Imperia, si è detto disponibile ad accogliere i cinghiali, a testarli per la peste suina e, insieme alle associazioni, a mantenerli e sterilizzarli. “La Pec con proposta ufficiale risulta correttamente inviata tramite la Lav, ma le istituzioni al momento negano di averla ricevuta” – la denuncia degli animalisti – “La sordità delle istituzioni non ci lascia alternative: non ci resta che fare barriera con i nostri corpi. La peste suina non può essere un pretesto per abbattere animali sani, in quarantena da 13 giorni, che nel rifugio di Francesco De Giorgio verrebbero comunque analizzati per garantire tutti i protocolli di sicurezza richiesti dalle autorità“.

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