Secondo i dati raccolti da Greenpeace Italia, nel mese di luglio nei pressi dell’Isola d’Elba, la temperatura del mare è stata di almeno 2 gradi centigradi superiore a quelle medie di stagione. Il servizio video

Tra i luoghi del Pianeta più colpiti dal riscaldamento globale – ormai si sa da anni – spicca il Mar Mediterraneo. E quest’estate si è toccato un nuovo record. I termometri posizionati da Greenpeace Italia a Portofino e sul versante settentrionale dell’Isola d’Elba nel mese di luglio hanno registrato una temperatura di 2 gradi centigradi al di sopra della media. 

Mediterraneo, temperature da record: superati i 27 gradi in superficie

In alcuni giorni le temperature superficiali hanno raggiunto – e in alcuni casi anche superato – i 27 gradi. I dati sono i primi disponibili tra quelli raccolti per il progetto Mare Caldo che monitora la temperatura delle acque in dieci Aree Marine Protette italiane e all’Isola d’Elba.

I picchi di calore dell’acqua superficiale sono continuati anche per tutto il mese di agosto. Poi, nei mesi successivi, il calore ha iniziato a distribuirsi più in profondità. Basti pensare che tra i 30 e i 40 metri nel mese di ottobre all’Isola d’Elba il mare ha raggiunto la temperatura di 22 gradi. 

Mediterraneo caldo, Greenpeace: “Segnale allarmante ignorato dal governo”

“Un segnale allarmante ma evidentemente ignorato dal nostro governo, che invece di proteggere l’ambiente e le persone dai cambiamenti climatici ha deciso di incentivare le trivellazioni, anche in mare, e l’uso di gas fossile”, ha commentato Greenpeace Italia.

Queste ondate di calore marino comportano un mutamento dell’habitat di diverse specie viventi alterando l’intera catena alimentare. Se dovessero continuare anche nei prossimi anni – spiegano gli esperti – le conseguenze sulla flora e la fauna marina potrebbero essere disastrose.

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