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Spreco Alimentare, il ruolo della data di scadenza e del codice a barre

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Spreco Alimentare. Per la prima volta in dieci anni, nel 2020, lo spreco di cibo in Italia  sembra essere in calo. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, si registra una tendenza del 25 per cento in meno rispetto al 2019.

Tra il 2018 e il 2019 lo spreco di cibo reale in Italia era stato calcolato in 15 miliardi. Di questi, quasi 12 miliardi provenivano dal consumo domestico.

Secondo quanto dichiarato dalla FAO, nel mondo viene buttato circa un terzo della produzione totale di cibo destinata al consumo umano: 1,6 miliardi di tonnellate di beni alimentari basterebbero, ampiamente, per nutrire le centinaia di milioni di persone che soffrono la fame in tutto il mondo.

Lo spreco di cibo ha un impatto concreto su diversi aspetti economici, sociali o ambientali e questi offrono spazio a diverse soluzioni che coinvolgono differenti attori (cittadini e consumatori, aziende produttrici e della distribuzione, organizzazioni non governative e associazioni pubbliche e private).

Spreco Alimentare domestico scende del 25%, italiani più consapevoli

Una soluzione per affrontare il tema ce la presenta il ingegnere Piero Bernardi. Di cosa si tratta?

“Si tratta di una interpretazione tecnologica delle etichette attualmente apposte sulle confezioni alimentari. Come tutti sanno solo la data di scadenza deve essere apposta come numero per essere  intellegibile, senza strumentazione, anche dall’utenza mentre tutti i dati che riguardano il prodotto ed il produttore sono riassunti nel codice a barre che rimanda ad un database della catena di distribuzione nel quale sono riportate tutte le informazioni di legge previste”.

“Peraltro – aggiunge Bernardi – questo codice a barre anche nella sua estensione, il codice chiamato ‘DataBar’, dove alcune volte vengono riportate in numero le date di scadenza, non viene letto dalle barriere cassa, per cui la gestione dei prodotti a scadenza, come dei prodotti in promozione viene lasciata alla sensibilità dell’uomo e all’attenzione vari attori del supermercato”.  

“Questa soluzione che abbiamo proposto a brevetto, con una lettura digitalizzata, sempre tramite laser scanner per non modificare la strumentazione ad oggi in uso, digitalizza sia il codice a barre che la data: le uniforma e le unisce in un unico file che poi manda ad un cloud o ad un sistema centralizzato per le opportune elaborazioni della grande distribuzione”.

“In questo modo il singolo prodotto viene legato alla data, così il sistema può essere informato con degli Alert predeterminati in funzione della tipologia del prodotto (fresco, freschissimo oppure a  lunga durata), in funzione anche delle date di consumo, avendo così contezza di quanto c’è in scadenza”.

È evidente come le date di scadenza, conservazione o consumo consigliato dei prodotti (oltre le quali il prodotto diventa invendibile) siano fondamentali per una corretta gestione della distribuzione.

Conoscere infatti l’esatta quantità di prodotti in prossimità di scadenza, permette di evitare, grazie allo smaltimento attraverso promozioni o riposizionamento sugli scaffali, non solo un contenimento dello spreco alimentare, ma anche evitare una perdita economica per l’ente distributore.

Questo brevetto si pone quindi l’obiettivo di associare in un unico formato la data di scadenza e gli altri dati da inserire, come unico file, nel sistema informatico insieme al numero delle unità commerciali dall’arrivo in magazzino e all’uscita della singola confezione alla cassa tramite lettura laser.

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 Il suo brevetto coinvolge anche in farmaci, in che modo?

“Anche il farmaco, anche se ha una diversa attenzione da parte del mondo pharma, viene gestito in modo manuale da parte di operatori persone fisiche ed è meno sentito da parte del mondo degli operatori. Ho saputo che il network del farmaco rimborsa le farmacie per i prodotti scaduti, quindi non c’è una perdita economica da parte del farmacista oppure della catena delle farmacie. Inoltre, studiando questo problema, ho saputo che detenere un prodotto scaduto in una farmacia ha dei risvolti anche penali”.

L’idea brevettuale proposta, pertanto, attraverso innovativo è più corretto utilizzo e interpretazione tecnologica delle etichette, supera alcuni limiti nei sistemi distributivi, corregge errori previsionali di ordini e “gestione” di scorte (es eccedenze di acquisti, movimentazioni di merci e magazzinaggio), supporta operazioni di vendita,  marketing e promozioni (agevolando anche la risoluzione del problema delle cosiddette “code promozionali”), e contribuisce, conseguentemente, ad una strategia di trasformazione dei sistemi commerciali per favorirne la resilienza economica, ecologica e sociale.

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