Cultura

ZURIGO INSISTE, REDDITO DI BASE A 2200 EURO AL MESE PER TUTTI

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Zurigo. Mentre l’Italia prova col reddito di inclusione (ma si parla di un sostegno fino a 5824 euro l’anno) il Cantone di Zurigo spalanca un vero e proprio portone.

Il Consiglio Comunale della città elvetica ha detto sì al “reddito di base incondizionato” in forma sperimentale, un obiettivo tanto perseguito e richiesto dal Movimento 5 stelle, quanto bocciato da tutti gli economisti sul territorio nazionale. Per i cittadini di Zurigo tratterebbe di un salario mensile che lo Stato garantisce non solo ai più poveri, ma ad ogni singolo cittadino. La svolta normativa è arrivata con la mobilitazione della sinistra, che ha rimesso sul tavolo il testo di legge bocciato in Svizzera nel referendum dello scorso anno, riproponendo le stesse condizioni.
E’ previsto un compenso per il cittadino pari alla soglia di povertà secondo i canoni svizzeri e che ammonta a 2500 franchi mensili, poco meno di 2200 euro per gli adulti, mentre concede ai minori 625 franchi, circa 550 euro. Salari minimi invidiabili per buona parte di Europa.
Insomma, un vero regalo di Natale per i residenti di Zurigo, anche se ancora sono poco chiari i tempi e modalità di applicazione. La legge è passata di stretta misura, con solo due voti di scarto e l’esecutivo ha adesso due anni per mettere d’accordo tutti e definire i punti ancora in sospeso. La Svizzera per ora si “muove con i piedi di piombo”, come ha dichiarato il Consigliere Comunale socialista, Urs Helfenstein.
Ma chi ce li mette questi soldi pubblici?
Lo ha spiegato Sergio Rossi, professore di Economia all’Università di Friburgo e grande sostenitore della legge bocciata nel 2016. A far muovere il meccanismo della legge avanzata lo scorso anno ci sarebbe stato il principio base della storica Tobin Tax, con l’imposizione di una tassazione sulle transazioni finanziarie.
Un ribaltamento della classica politica sociale, su un filo teso tra un grande flop e un grande successo, che porterebbe in tal caso ad espandere l’esperimento da Zurigo all’intero Stato elvetico.
Ma un Paese che è terra di banche e di banchieri e che da sempre ha fatto della speculazione bancaria il suo modello economico, è davvero in grado di una inversione di questo tipo?
E chi porterebbe più i propri capitali a riempire i forzieri elvetica se dovessero aumentare i prelievi fiscali?
Per il professor Rossi “a livello locale si sta capendo che le sfide della globalizzazione e della digitalizzazione delle attività economiche non si possono affrontare correttamente – ha concluso Rossi – senza modificare rsdicalmente l’attuale sistema di protezione sociale, risalente alla seconda metà del secolo scorso”.

Come andrà a finire? Di certo sarà contento James Tobin, Nobel per l’economia 1981, che lanciò questa idea di una nuova economia, diventata nel tempo una bandiera dell’antiglobalizzazione.

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