Xylella, L’Abbate: “I pesticidi usati sono meno dannosi dei normali insetticidi”

Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe L’Abbate, neo sottosegretario alle politiche agricole, risponde alle polemiche sull’uso dei pesticidi per contrastare l’emergenza Xylella in Puglia.

Secondo alcuni i pesticidi potrebbero aver provocato i disseccamenti che, invece, la scienza – si pensa all’EFSA – attribuisce alla batteriosi. Che ne dice?

La tesi è originata dal dato secondo cui nel Salento le vendite di fitofarmaci sarebbero triple rispetto alla media, ma il dato è falsato.

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E quindi?

I trattamenti chimici non possono aver provocato i disseccamenti.

In certe aree del Salento gli ulivi colpiti dalla Xylella vengono tagliati e non sradicati, come vuole la normativa comunitaria.

Gli sradicamenti si ridurrebbero se fossero eseguiti in tempi celeri e se fossero accompagnati da interventi di gestione e controllo.

L’Europa impone i trattamenti con gli insetticidi per uccidere le sputacchine, gli insetti vettori della patologia. I negazionisti sbraitano, ma non fanno altrettanto quando gli ulivi vengono trattati contro la mosca.

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Il principio attivo autorizzato è lo stesso che ritroviamo nei prodotti utilizzati nelle città contro le zanzare. Ma c’è di più: nei centri urbani i trattamento vengono effettuati per dieci volte all’anno e, per giunta, quando tutti dormono, magari con le finestre parte per le alte temperature.

All’indomani di un caso di contagio ai danni di un albicocco ad Alicante, in Spagna,la Basilicata, l’Eldorado della frutta, teme che il batterio possa colpire anche i suoi albicocchi. Crede che il timore sia fondato?

Si, si consideri che il batterio della Xylella sta sfondando il confine pugliese.

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Non crede che la legge sulla sicurezza nei campi si riveli un po’ troppo severa in alcuni casi? Estirpare l’erbaccia non è un’operazione così pericolosa da imporre agli agricoltori il casco.

Si è un po’ troppo rigida in certi casi, le problematiche le ho seguite in Commissione. Stavamo studiando come superare le difficoltà, pensavamo a un decreto interministeriale, lo avevamo concordato, dovevamo superare il problema delle visite mediche che è inutile ripetere a raffica a ogni assunzione.

Qual’è la sua posizione rispetto al transgenico?

È una questione superata, è come se parlassimo del motore a scoppio. Le nuove tecnologie sono molto più interessanti.

 

 

 

 

 

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