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Xylella, l’ Europa lancia l’allarme: “5 miliardi di euro e 300mila posti di lavoro persi”

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Per l’Unione Europea la Xylella è la prima emergenza europea, potrebbe causare danni per 5 miliardi di euro e mettere a rischio 300mila posti di lavoro.

La lista degli organismi nocivi diffusa ieri dal Centro comune di ricerca e dall’Esfa è perentoria: la Xylella è al momento la prima emergenza europea. Il contagio della Xylella infatti potrebbe causare danni per oltre 5 miliardi di euro e mettere a rischio 300mila posti di lavoro sul territorio dell’ Unione Europea, andando a colpire il 70% del valore della produzione degli olivi con più di 30 anni e il 35% di quello delle piante più giovani.

La Xylella fastidiosa è infatti, secondo la lista dell’ Esfa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) , il patogeno vegetale dall’impatto potenziale maggiore in termini economici, ambientali e sociali in Europa.Al secondo posto della lista, che ne conta 20, figura invece il coleottero giapponese, specie rinvenuta anche in Italia nel 2014, e quindi la mosca orientale della frutta, segnalata in Campania a inizio 2019.

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La lista degli organismi da quarantena prioritari – spiega Sara Tramontini dell’ Esfa – è uno strumento per favorire la preparazione e la reazione rapida degli stati membri in caso di emergenza, con sforzi aggiuntivi a livello nazionale verso un numero limitato di specie, quelle appunto dette prioritarie”.

Secondo le nuove regole sulla protezione contro gli organismi nocivi per le piante, che entreranno in vigore a partire dal 13 dicembre, i Paesi membri dovranno presentare un’indagine annuale ed elaborare piani che individuino precise responsabilità e misure da adottare per ognuno dei 20 organismi nocivi prioritari in grado di entrare e insediarsi nel territorio nazionale.

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L’elenco preparato da Ccr e Esfa si basa su un indice sintetico unico al mondo, che tiene in considerazione le perdite potenziali in termini di resa e qualità dei raccolti e dei costi delle misure di controllo. Ma comprende anche i danni nelle aree urbane (ad esempio alberi sulle strade o in città), ecosistemi forestali, effetti sui prezzi dei prodotti agricoli sui mercati nazionali e internazionali e la probabilità di restrizioni imposte dai partner commerciali.

E di Xylella ieri è tornata a parlare anche la ministra Teresa Bellanova. L’ Italia, ha detto, deve “affrontare una serie di emergenze, dalla Xylella a quella della cimice asiatica che è una catastrofe. Rispetto a questo chiedo che l’ UE si faccia carico di queste situazioni pesantissime che non possono cadere chi subisce questo danno“.

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Bellanova ha parlato ieri anche del problema dell’ italian sounding, i prodotti con nome italiano che in realtà provengono dall’estero (il falso parmigiano piuttosto che le mozzarelle o la pizza).

Ho iniziato a collaborare con il ministero degli Esteri e le varie ambasciate in giro per il mondo, affinchè si facciano campagne di sensibilizzazione“,spiega il ministro Bellanova.” Piuttosto che fare turismo istituzionale in giro per il mondo dobbiamo fare campagne che mettano i cittadini in condizione di conoscere cosa significa davvero il Made in Italy e cosa c’è dietro un prodotto di qualità fatto in Italia.”

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