Xylella, Bellanova: “accelerare investimenti per rilancio, trovare soluzioni condivise”

Xylella. Un appello a far squadra per fronteggiare l’emergenza Xylella fastidiosa è quello lanciato dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova nella riunione di coordinamento, svoltasi oggi al Parlamentino del dicastero di via XX Settembre, con la partecipazione anche del sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate.

 

Secondo quanto si apprende, nell’incontro di carattere tecnico a porte chiuse, il ministro avrebbe sottolineato l’urgenza di trovare “trovare soluzione condivise, puntando ad accelerare gli investimenti per rilanciare le aree colpite”.

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“Dobbiamo mettere alle spalle le polemiche per superare il problema. Ricucire un paesaggio così colpito – ha sottolineato Bellanova – è vitale, ma dobbiamo anche assicurare serietà nel contenimento della fitopatologia. Il tema non è solo italiano, ma europeo. Mi farò perciò promotrice di un dialogo continuativo con Bruxelles. E ricerca e innovazione saranno al centro dell’impegno politico”.

Sulla sua pagina facebook, il ministro delle Politiche Agricole scrive: chi mi conosce lo sa, ho un brutto difetto: non amo perdere tempo. L’emergenza Xylella deve essere affrontata con serietà e determinazione”.

Il ministro quindi sottolinea che “le risorse ci sono, le dobbiamo spendere bene e rapidamente, con l’obiettivo di rilanciare l’area colpita e rigenerare un paesaggio così terribilmente colpito”.

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Nell’assicurare che il “drammatico problema” verrà affrontato “insieme”, precisa: “Già da ora voglio dare la mia massima disponibilita’ a un dialogo costante con il territorio e con l’Europa. Con queste parole e con questo impegno fondamentale ho voluto aprire i lavori della riunione sull’emergenza Xylella organizzata oggi al Ministero”.

”L’approccio alla questione Xylella del Ministro Teresa Bellanova e del Sottosegretario
Giuseppe L’Abbate è decisamente positivo, è arrivato il momento di chiudere il buon lavoro di questi mesi convogliando le risorse stanziate in pochi ma decisivi interventi che possano consentire alle aziende olivicole salentine e ai frantoi di riprendere a lavorare e a produrre reddito” – commenta al termine dell’incontro il Presidente di Italia Olivicola (la più grande organizzazione della produzione olivicola italiana), Gennaro Sicolo.

“I 300 milioni già stanziati devono essere destinati a sostenere i costi di espianti e reimpianti con varietà resistenti, oltre a coprire il mancato reddito degli agricoltori e delle aziende per i primi anni – ha sottolineato Sicolo – allo stesso tempo è necessario investire nella ricerca, eliminare completamente qualsiasi vincolo tecnico e burocratico che impedisca alle aziende di ripartire e stanziare fondi anche per gli agricoltori della piana degli ulivi monumentali per consentire di innestare da subito le piante millenarie che rischiano di essere colpite dal batterio”.

Durante l’incontro, il Presidente Sicolo ha consegnato al Ministro Bellanova il piano di ristrutturazione dell’olivicoltura salentina preparato da Italia Olivicola.

Secondo un’analisi di Coldiretti Puglia, presentata alla riunione di coordinamento convocata dal ministro delle Politiche Agricole, i reimpianti in provincia di Lecce, nell’area infetta da Xylella fastidiosa procedono “col contagocce”.

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“Sono stati reimpiantati solo 300 ettari con circa 120mila piante resistenti, di cui il 45% di varietà Leccino e il 55% di Favolosa”.

L’avanzata della fitopatologia ha lasciato 21 milioni di ulivi secchi dietro di sé, molti dei quali monumentali, man mano che la Xylella avanzava sul territorio spostandosi verso Nord a una velocità di più 2 chilometri al mese con conseguenze economiche, produttive, occupazionali e sociali con un danno stimato di 1,2 miliardi di euro.

Per il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, “tempo e determinazione sono i due imperativi assoluti perché anni di errori, incertezze e scaricabarile hanno creato in provincia di Lecce il disastro colposo sotto gli occhi di tutti. Se non si interviene subito, non ci sarà scampo per agricoltori e frantoiani, destinati a cambiare lavoro”.

 

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