XYLELLA FASTIDIOSA, PRESENTATO RICORSO CONTRO LA REGIONE PUGLIA

Xylella fastidiosa. Salgono a 1,2 miliardi i danni provocati dal diffondersi in Puglia della Xylella fastidiosa, il batterio che provoca il disseccamento dell’ulivo.

Comparso per la prima volta nell’ottobre 2012, il batterio ha già infettato 183 mila ettari e colpito 22 milioni di ulivi.

È la denuncia di Coldiretti Puglia che poi ricorda come “i fondi UE 2019 per monitoraggi e test di campionamento sono solo briciole”.

La Commissione europea ha reso nota in questi giorni, l’allocazione dei fondi 2019 a sostegno di programmi di sorveglianza e campionamento su organismi nocivi delle piante e per l’eradicazione e controllo di malattie degli animali.

Sono disponibili poco più di 13 milioni per i patogeni vegetali, di questi oltre il 40% per attività di campionamento e test sulla Xylella fastidiosa in Europa.

L’Italia avrà a disposizione circa 3 milioni di euro in totale, di cui 1,6 dedicati a campionamenti e test sul batterio e ad altri sette patogeni della stessa categoria.
Per i programmi contro le malattie degli animali, come peste suina africana o influenza aviaria invece, l’Ue mette a disposizione degli stati 141 milioni. Di questi, 15,3 andranno all’Italia,
soprattutto per misure contro la brucellosi.

Salta intanto in Senato, l’emendamento al “Decreto semplificazioni” riguardo alla misura fitosanitaria che prevedeva l’obbligo di distruzione delle piante affette da Xylella, pena la reclusione da 1 a 5 anni in carcere.

Un emendamento in disaccordo con la Costituzione. È il dubbio sollevato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Alla Camera dei Deputati, gli onorevoli Sara Cunial del M5S e Saverio De Bonis del Gruppo Misto, insieme al Codacons, al Comitato per la Salvaguardia Ambiente e Territorio della Valle d’Itria, presentano un ricorso contro la Regione Puglia.

Il Codacons ha chiesto al Tar Lazio l’annullamento previa sospensiva della “Delibera della regione Puglia n. 1890 (‘Azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa, in applicazione della decisione di esecuzione (UE) 789/2015’) in quanto si ritiene che tale Delibera “sia illegittima da un lato per vizi suoi propri e dall’altro per vizi derivanti da taluni profili di illegittimità della decisione comunitaria 789/2015″.

“Quello che la Regione Puglia sta mettendo in atto contro la sua terra e contro i diritti dei suoi abitanti a tutela di pochi interessi privati è inammissibile – affermano i parlamentari Sara Cunial (M5s) e Saverio De Bonis (Misto) – sotto il cappello dell’emergenza si è messo in atto un preciso piano di spartizione di fondi pubblici”.

Il ricorso, spiegano in conferenza stampa, “fa leva su uno studio commissionato dal Comitato per la Salvaguardia Ambiente e Territorio della Valle d’Itria e dall’Associazione Terre d’Egnazia al professor Alberto Lucarelli, Costituzionalista, ordinario presso l’Università Federico II di Napoli”.
“Quello che sta accadendo in Puglia  una questione nazionale ed europea, che riguarda i diritti di tutti i cittadini e il futuro delle prossime generazioni – afferma Lucarelli – si tratta di una questione che lede la Costituzione e il diritto comunitario, ampiamente provati sia dalla Delibera regionale n.1890 che dai recenti emendamenti ai provvedimenti nazionali. Si pensi per esempio alla violazione degli articoli 9, 32, 41 e 42 della Costituzione e alla violazione del principio europeo di precauzione. A cui si aggiunge la violazione degli articoli 16 e 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nonché la riproposizione illegittima dello Stato emergenziale e
l’illegittimità della norma inserita nella legge numero 145 del 2018″.

“Stiamo parlando di diritti fondamentali – conclude Lucarelli – di diritto alla salute, alla proprietà privata, alla tutela del paesaggio e alla salubrità ambientale. Diritti non negoziabili con nessun interesse economico o privatistico”.

Una conferenza stampa da cui però il MoVimento 5 Stelle prende le distanze, anche se solo qualche anno fa nella stessa sala ha tenuto una conferenza in cui si ipotizzava il legame tra il diffondersi della xylella fastidiosa e la Monsanto che voleva mettere le mani sul patrimonio di ulivi secolari per abbatterli e sostituirli con i suoi ulivi Ogm.

 

 

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