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XYLELLA, LA CRISI SI ACUISCE. IL DOP VA ALL’OLIO VENETO. AGRICOLTORI SI MOBILITANO.

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Sono arrivate le prime risposte per gli agricoltori salentini, che nei giorni scorsi avevano protestato sulla Xylella.

L’assessore pugliese Leonardo di Gioia ha garantito iniziative concrete e immediate sulle eradicazioni e sulle richieste finanziarie avanzate a sostegno del comparto agricolo. La Regione Puglia aveva già espresso il suo “sì” per il reimpianto degli ulivi. Ma quale sarà il verdetto UE? Bisognerà attendere 20 e 21 settembre per la decisione della Commissione Europea.

Intanto traspare il tentativo di ostacolare il riavvio della produzione nel Salento.

Secondo quanto riportato dall’accordo Ceta in corso di negoziazione, l’Italia ha scelto di tutelare in Europa e nel mondo 4 olii DOP Veneti, con una produzione inferiore a 200 tonnellate l’anno di cui viene esportata solo la metà. Scelta contestata dai produttori salentini, se si considera che l’olio di origine pugliese produce ed esporta 30 volte di più. La sola produzione del Terra di Bari DOP ammonta a 3.640 tonnellate, di cui 2.500 vengono esportate.

Il vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera Rocco Palese ha espresso il suo netto dissenso annunciando battaglia: “Nettissima sarà l’opposizione in Parlamento quando saremo chiamati a pronunciarci sulla conferma di questo accordo commerciale”. Il consigliere regionale pugliese Gianni Stea, ha esortato i parlamentari del Sud alla creazione di un fronte comune. La richiesta di “fare muro” alla Ceta del consigliere Stea chiama in causa Emiliano e l’assessore Leo di Gioia:” Il settore, soprattutto in Salento, deve già fare i conti con l’infestazione della Xylella e con le conseguenze di un’azione di contrasto al momento inesistente”.

Insomma nel Salento cresce la protesta. Il Governo tace. La UE se ne approfitta.

Sarà scontro durissimo.

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