Territorio

Xylella, Efsa: “Non esiste cura per eliminare il batterio”. Ue a rischio

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Xylella. “Non esiste ancora una cura in grado di eliminare il batterio vegetale Xylella fastidiosa che minaccia non solo i Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio Ue”. Questo il parere espresso dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Misure di controllo chimico e biologico possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia ma non eliminare il batterio.

Il rapporto dell’Agenzia Ue per la sicurezza alimentare indica che nei recenti esperimenti è stata valutata l’efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che queste “possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare Xylella fastidiosa in condizioni di campo per lungo periodo”.

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Il gruppo di esperti scientifici Efsa sulla salute dei vegetali (gruppo plh) si è avvalso di tecniche di modellazione computerizzata per simulare come la Xylella fastidiosa si diffonda su brevi e lunghe distanze in diverse condizioni. La modellazione ha evidenziato l’importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitarne ulteriormente la diffusione e anche per eradicare i focolai già in atto. E ha messo in luce come “l’attuazione di zone cuscinetto di dimensioni diverse per controllare un’area infetta abbia un’efficacia relativa”. Infine, le simulazioni hanno dimostrato l’importanza di controllare gli insetti noti come vettori del patogeno in Europa – quali la sputacchina media o Philaenus spumarius – e ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’individuazione e l’attuazione di misure di controllo quali la rimozione delle piante infette e l’istituzione di aree delimitate.

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Nel rapporto vengono analizzate le variazioni nella fase asintomatica, cioè il periodo che intercorre tra l’infezione e la manifestazione dei sintomi, nelle piante che possono fungere da ospiti di Xylella fastidiosa. Una revisione della letteratura scientifica e l’analisi dei dati hanno rivelato differenze significative nel periodo asintomatico per diverse combinazioni di ospite e sottospecie.

Tali informazioni serviranno per l’elaborazione di programmi di sorveglianza su misura e per aiutare i gestori del rischio a decidere quando è sicuro porre fine alla delimitazione di un’area epidemica. Il responsabile del gruppo di lavoro dell’Efsa Stephen Parnell ha indicato che “le nostre conoscenze in merito a questo pericoloso organismo nocivo alle piante stanno continuamente avanzando, ma permane molta incertezza, in particolare a livello di sottospecie e tipo di sequenza”.

Cosa è il batterio Xylella fastidiosa?

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La Xylella fastidiosa  è uno dei batteri delle piante più pericolosi al mondo che provoca un’estesa varietà di malattie, con pesanti risvolti economici su agricoltura, giardini e ambiente. Le quattro sottospecie più comunemente segnalate sono fastidiosa, pauca, multiplex e sandyi. Il batterio vive nel tessuto xilematico della pianta e viene normalmente diffuso dai insetti vettori che si nutrono dello xilema. Il batterio fu rinvenuto per la prima volta in Europa nel 2013, anno in cui scoppiò un’epidemia in Puglia. E’ poi stato segnalato in Francia (Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Spagna (Baleari, Valencia, Madrid), Italia centrale (Toscana) e Portogallo (Porto).

Foto copertina: @Fabian Albertini

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