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XYELLA, IL BATTERIO DELLA DISCORDIA

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Xylella. Sono ormai cinque anni che il batterio della Xylella Fastidiosa si è abbattuto sulla Puglia. Partendo dalle campagne limitrofe di Gallipoli, oggi il batterio ha contagiato più di un terzo degli uliveti pugliesi, per un danno che si aggira intorno al miliardo di euro. Nasce da qui il dibattito sulle responsabilità. Al centro Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia.

A conti fatti la propagazione dannosa della Xylella fastidiosa non è stata fermata, una vera manna dal cielo per tutti i partiti d’ opposizione. Oggi siamo tutti esperti, come quando si disputano le Olimpiadi, le nostre conoscenze sul curling o quelle sul salto in alto femminile improvvisamente si manifestano.

Facciamo ordine. In caso di pestilenza si applicano dei protocolli, prima però bisogna accertarne la veridicità. A questo punto la possibilità di un estensione è già molto alta. Una volta accertate le cause vanno selezionati i rimedi. In questo caso purtroppo rimedi pare però non ce ne siano. E allora? Si inizia con una bella quarantena per evitare un’ulteriore propagazione ed è a questo punto che i macchinari agricoli delle zone infette iniziano liberamente a girare in quelle sane, propagando così il batterio. Ma ve lo immaginate fermare ogni mezzo agricolo proveniente dal sud del Salento? Forse nei film targati U.S.

Secondo la legge può volerci anche più di un anno per avere la licenza di eradicare un albero simile. Controllo del vettore ed eradicazione delle piante infette come ulivi secolari, uno dei più importanti patrimoni culturali della regione e del mediterraneo tutto. E intanto cosa accade in politica? Se dal 2016, anno in cui la risoluzione del problema viene passato alla regione, il suo Presidente passasse dall’epurativo Piano Silletti all’olistico Metodo Scortichini per poi arrendersi ai fatti richiedendo l’aiuto del governo? Povero Emiliano, non vorrei essere nei suoi panni, dall’impossibilità di sbagliare a quella dell’ errore certo, il passo è davvero breve.

Le critiche sono insite all’animo umano ma sono solo quelle costruttive a creare. Ma creare cosa? Coscienza magari, quella che ci dice che una monocoltura rischia più di chiunque altra il malanno, quella dell’impoverimento dell’Humus (i primi 10 centimetri di terreno dai quali dipende la nostra stessa vita su questo pianeta), dell’utilizzo di glifosato (erbicida colpevole di numerosi disastri ambientali e di crimini contro l’umanità). Tutte queste pratiche hanno permesso di aumentare molto la produzione di olio arricchendo i suoi produttori. Adesso il dado è tratto, la terra è infertile, le piante si ammalano, l’ economia soffre.  Alla fine comuni, regioni e Stato hanno speso un patrimonio, lo stesso che hanno perso i coltivatori, nessun vincitore.

La morale è che invece di incolparci gli uni con gli altri proviamo ad osservare i fatti in modo lucido e senza le consuete ipocrisie. Ciò che è accaduto non può essere recuperato o non tanto facilmente (sono ancora in corso gli esperimenti con gli innesti di altri ceppi ma ci vorranno almeno quattro anni per constatarne i risultati ). Adesso la “sventura” può trasformarsi in opportunità, è solo una questione di prospettive o se vogliamo di volontà. Ora possiamo progettare a lungo termine grazie alle conoscenze scientifiche. Chimica, biologia e tanta esperienza  ci offrono l opportunità di evolverci e di migliorarci. Sta solo a noi la scelta ma non dimentichiamo che se la rotta non verrà invertita, quella che oggi chiamiamo Xylella Fastidiosa, domani avrà solo un altro nome.  E’ sempre stato così, fin dall’ inizio dei tempi. Ultimamente, però, siamo riusciti a peggiorare lenti avvenimenti, rendendoli rapidi e dolorosi.

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