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Il 25 ottobre torna il World Pasta Day, in 10 anni consumi raddoppiati

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Torna lunedì 25 ottobre il World Pasta Day 2021, un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della pasta. In occasione della manifestazione, ideata e curata da Unione Italiana Food e IPO – International Pasta Organisation, l’Unione Italiana Food rende noti numeri e tendenze del piatto simbolo della cucina italiana e della dieta mediterranea.

Nell’atlante della pasta, l’Italia resta il punto di riferimento per produzione (3,9 milioni di tonnellate) ed export (2,4 milioni di tonnellate), davanti a Usa, Turchia, Egitto e Brasile.

Ogni italiano consuma oltre 23 kg di pasta all’anno, seguita da 17 kg, Venezuela, 15 kg e Grecia, 12,2 kg.

Un piatto di pasta su quattro mangiati nel mondo è italiano.

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Il settore dei pastai italiani conta quasi 120 imprese, oltre 10.200 addetti e genera un valore di 5,6 miliardi di euro.

Più della metà della produzione italiana, il 62%, finisce all’estero, principalmente in Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Giappone.

Nel 2020, i Paesi da dove arrivano le performance più importanti sono Cina, Canada, Spagna e Arabia Saudita.

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Rispetto al gennaio/luglio 2020, l’export di pasta dei primi 7 mesi del 2021 segna un calo del 9,4% a valore, ma il confronto con i dati “pre-Covid” dello stesso periodo 2019, evidenzia un +13%.

Guardando ai volumi di pasta esportati i 5 mercati più strategici sono Germania (+6%), Francia (+2%), Giappone (+4%) e soprattutto Usa (+10%).

Rispetto al 2019, l’unico valore negativo arriva dal Regno Unito (-4%), una conseguenza della Brexit.

 

 

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