Il 19 settembre si celebra in oltre 150 Paesi il World Cleanup Day 2020, la più grande azione civica di pulizia al mondo. La strada per risolvere l’annoso problema dello smaltimento o riuso dei rifiuti è tortuosa.

Let’s do It!, assieme alla rete di organizzazioni ed enti che la sostengono, sta portando avanti un percorso di ricerca e sviluppo.

Oltre alle azioni di pulizia e sensibilizzazione sui temi legati al ciclo dei rifiuti.

La terza edizione del World Cleanup Day riparte dagli ottimi numeri dello scorso anno.

Oltre 1250 le azioni organizzate solo in Italia.

330mila i partecipanti, 1400 le zone pulite.

50.750 i sacchi riempiti di rifiuti, di cui plastica per il 67%, vetro 3%, indifferenziato 27%, cicche di sigarette 2%, carta 1%.

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La terza edizione del World Cleanup Day arriva nell’anno dell’emergenza da Covid-19.

Per questo Let’s do It! Italy invita i partecipanti ad osservare le disposizioni ministeriali in termini di sicurezza.

Ogni Regione ha inoltre adottato direttive territoriali differenti.

Per questo è bene informarsi sul sito dell’ente regionale di appartenenza prima di organizzare un’azione.

Il 19 settembre sarà possibile organizzare anche azioni digital, ovvero cancellando memoria, mail e file obsoleti dai dispositivi elettronici. Mancano poche ore all’appuntamento, ma è ancora possibile registrarsi.

Bastano pochi minuti sul sito di Let’s do It! Italy.

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“La pandemia da Covid-19 e il lockdown che ne è conseguito ci ha  aperto gli occhi sulla correlazione tra l’ambiente e la diffusione del virus. E soprattutto sull’importanza degli spazi, che siano un giardino o una spiaggia. Per questo il Wcd quest’anno assume ancora più valore, come dimostra il coinvolgimento delle tante realtà in tutta Italia. L’edizione 2020 sarà affrontata seguendo le norme di distanziamento e di igiene. L’attenzione all’ambiente non si ferma neanche davanti ad una pandemia mondiale. Tante associazioni e cittadini ci stanno contattando per conoscere le modalità di partecipazione. Questo ci incoraggia e rimarca la certezza che le persone hanno voglia di salvaguardare un pezzo di mondo”.

A dirlo il presidente di Let’s do It! Italy, Vincenzo Capasso.

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