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WASTE WATCHER, 9 ITALIANI SU 10 SI SENTONO IN COLPA QUANDO GETTANO IL CIBO AVANZATO

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Waste Watcher. Quattro italiani su dieci sostengono di aver ridotto gli sprechi nell’ultimo anno controllando cosa serve davvero prima di fare la spesa, ma anche congelando il cibo cucinato in eccesso.

Nove italiani su dieci dichiarano di sentirsi in colpa quando gettano il cibo avanzato e ancora commestibile, mentre quattro su cinque giudicano irresponsabile buttare cibo ancora buono.

È quanto emerge dal Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher, Last minute Market/Swg presentato a Bologna da Andrea Segrè dell’Universita’ di Bologna – fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zero.

Presenti alla presentazione del Rapporto anche Andrea Corsini, assessore regionale a Turismo e Commercio, Stefano Mazzetti, sindaco del Comune di Sasso Marconi e presidente Associazione dei Comuni Sprecozero.net, Maurizio Pessato presidente Swg, Luca Falasconi curatore del progetto Reduce e Matteo Guidi amministratore delegato di Last minute market.

“Mangiare è un atto di giustizia e di civismo: verso noi stessi, verso gli altri, verso il mondo” – spiega il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè.

I paradossi del cibo sono evidenti – dice ancora Segrè – 815 milioni di individui sulla terra soffrono la fame e 1 persona ogni 3 è malnutrita. Ma intanto una persona su 8 soffre di obesità. A breve prenderanno il via le iniziative della campagna Spreco Zero per i primi 20 anni di Last Minute Market, un progetto nato fra l’autunno 1998 e la primavera ’99 che vogliamo celebrare con molte iniziative fino al 5 febbraio 2019, sesta Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco”.

Secondo i dati del progetto Reduce promosso dal Distal (Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari) dell’Università di Bologna con l’Università della Tuscia e il Ministero dell’Ambiente, nel nostro Paese, sul piano della distribuzione, il cibo sprecato grava per 9,5 kg/anno ad ogni mq di superficie di vendita negli ipermercati e per 18,8 kg/anno ad ogni mq nei supermercati.

Insomma, ogni consumatore italiano ha una produzione di spreco di 2,89 kg/anno pro capite, ovvero 55,6 gr a settimana e 7,9 gr al giorno, solo sul piano distributivo.

Il progetto, attraverso i Diari di Famiglia, ha inoltre esaminato anche i dati reali dello spreco domestico del cibo in Italia.

Nelle nostre case, gettiamo ogni anno 36 kg di alimenti pro capite.

Nella pratica quotidiana, il 63% degli intervistati dichiara di gettare cibo una volta al mese (per il 17%) o anche meno frequentemente (46%).

Il 15% poi, sostiene di gettare cibo una volta ogni due settimane, il 15% una volta a settimana e solo l’1% della popolazione ritiene di gettarlo quotidianamente o in misura di 4/5 volte a settimana.

Le ragioni, sono da ascriversi per il 44% al fatto che il cibo è scaduto o ha fatto la muffa (41%). Non ha un buon odore/sapore (39%) o era stato acquistato in quantità eccessiva (36%).

Ma cosa gettano di più gli italiani?

Al primo posto troviamo frutta e verdura, seguite da pane fresco, cipolle e aglio, latte e yogurt, formaggi, salse e sughi.

Davanti a questi dati c’è allora solo una domanda da porsi: come invertire la tendenza?

Per il 96% degli italiani è urgente un controllo più attento su quanto serve prima di andare a fare la spesa, ma il 94% propone anche di congelare il cibo che non si riesce a mangiare a breve, di fare attenzione alle quantità di cibo che vengono cucinate e di verificare che i cibi siano realmente scaduti prima di buttarli.

Quanto alla governance, gli italiani auspicano: iniziative di sensibilizzazione, rivolte alle scuole per 9 italiani su 10 (90%), e agli stessi cittadini per evidenziare il danno economico legato allo spreco (88%) e il danno ambientale (88%).

 

 

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