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Era stato assolto dall’accusa di coltivare marijuana in casa, a scopo terapeutico: lo aveva fatto per lenire il dolore causato dalla malattia. 

Addio a Walter De Benedetto, paladino italiano della cannabis terapeutica. L’uomo, che avrebbe compiuto 51 anni ad agosto, viveva ad Olmo (Arezzo) ed era malato da anni di una forma particolarmente grave di artrite reumatoide. La malattia, oltre a costringerlo su una carrozzina, gli causava un fortissimo dolore fisico, che lo aveva indotto a coltivare, a scopo terapeutico, della marijuana in casa. A uccidere Walter De Benedetto sarebbe stato un arresto cardiaco nella notte scorsa.

L’uomo, con la sua battaglia, era diventato un simbolo della coltivazione della cannabis a scopo terapeutico. Nel 2019, dopo un blitz dei carabinieri, che nella sua casa avevano scoperto una serra per la coltivazione della cannabis, Walter De Benedetto era finito a processo: la dose consentita per legge non bastava a lenire i dolori causati dalla malattia. L’uomo era stato accusato di coltivazione illecita di cannabis ma poi era stato assolto dal Tribunale di Arezzo nel 2021. Il 50enne, in passato, si era espresso favorevolmente anche sul tema dell’eutanasia.

Lui era il vero leader gentile della battaglia per la legalizzazione della cannabis e noi continueremo la sua e la nostra lotta con maggiore forza e determinazione, come lui ci ha insegnato” – il ricordo della piattaforma Meglio Legale per la legalizzazione della cannabis – “Con la sua assoluzione nel processo che lo vedeva imputato ha creato un precedente utile per migliaia di pazienti che, ancora oggi, non riescono ad accedere alla cannabis terapeutica. Perché, come ci ripeteva sempre Walter, il dolore non aspetta!“.

La lotta di Walter contro un male incurabile, che procura grandi sofferenze, finisce oggi. La prima volta che ci ha contattato parlava del suo fine vita, poi si è battuto contro la violenza dello Stato che l’ha processato per la cannabis: ha vinto la sua battaglia personale ma non quella di una legge per tutti“, il ricordo di Marco Cappato, a nome dell’Associazione Luca Coscioni. Mina Welby, vicepresidente dell’Associazione, ha invece ricordato così Walter De Benedetto: “Nonostante la malattia, amava la vita: i suoi pesci, i suoi gatti, la sua musica. In quei momenti mi ha ricordato in tutto e per tutto la mia vita con Piergiorgio, e in questi minuti mi piace pensare che proprio Walter e Piergiorgio si siano incontrati e si stiano divertendo insieme“.

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