Lazio, la Vulvodinia verso il riconoscimento come malattia cronica invalidante

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La Giunta Zingaretti deve decidere se riconoscerla nei Livelli Essenziali di Assistenza regionali. La mozione è stata presentata dalla consigliera regionale Marta Bonafoni che ha rilasciato una dichiarazione per TeleAmbiente.

Vulvodinia, neuropatia del pudendo e fibromialgia potrebbero essere presto inserite nei Lea, livelli essenziali di assistenza. La Regione Lazio ha infatti accolto la proposta della consigliera Marta Bonafoni che mira al riconoscimento di queste malattie croniche invalidanti considerate invisibili perché poco conosciute, sebbene appaiano sempre più diffuse.

Queste donne non vengono credute, soffrono di dolori che potrebbero essere presi in carico prima, con delle cure adeguate che non vengono corrisposte, e devono affrontare delle spese che nel corso della vita di una donna oscillano tra i 20mila e i 50mila euro. – afferma la consigliera a TeleAmbiente–  L’inserimento nei Lea significa molte cose: la prima è l’esenzione, chi è nei Lea non deve corrispondere più la totalità della cifra necessaria a sostenere le spese mediche, la seconda è la nascita di protocolli terapeutici nazionali, la terza è la possibilità di avere personale formato che sappia mettere in un percorso di cura adeguato la patologia”.

A ringraziare la consigliera regionale è stata anche Giorgia Soleri, fidanzata di Damiano dei Maneskin e attivista per il riconoscimento della Vulvodinia come malattia cronica.

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Cos’è la vulvodinia

La Vulvodinia è una malattia che si presenta con bruciore o dolore persistente all’ingresso della vagina e nella vulva, senza che siano presenti lesioni o segni visibili.

Questa patologia colpisce circa il 15% della popolazione femminile. “Eppure lo Stato e il Servizio Sanitario Nazionale non lo riconoscono” aveva commentato Giorgia Soleri durante il convegno “Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo: un dolore senza voce” lo scorso 13 novembre.

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