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Riconoscere la vulvodinia e neuropatia del pudendo nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) del Servizio sanitario nazionale. E’ il contenuto della proposta di legge presentata il 3 maggio nella sala stampa di Montecitorio. Presenti l’attivista Giorgia Soleri e a sostenerla il compagno Damiano David, frontman dei Maneskin.

E’ stata presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge per il riconoscimento da parte del Sistema sanitario nazionale di vulvodinia e neuropatia del pudendo come malattie croniche e invalidanti.

Il testo di legge, depositato il mese scorso sia alla Camera che al Senato, è stato scritto dal Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo, che riunisce le associazioni di pazienti, attiviste e medici specializzati che si battono per il riconoscimento delle due malattie.

Durante la conferenza stampa è intervenuta con una testimonianza anche Giorgia Soleri, modella e attivista, che soffre di vulvodinia ed endometriosi da quando aveva 16 anni.

Attraverso i suoi profili social racconta la sua esperienza per sensibilizzare sul tema delle “malattie invisibili“. La prima volta “che ho parlato in terapia del mio dolore è stato solo quando ho avuto finalmente una diagnosi – racconta Giorgia Soleri – Non avere una diagnosi non permette di dare un nome al proprio dolore. Ho iniziato a soffrire a 16 anni e mi ci sono voluti 8 anni per avere un nome per quel dolore: quello che oggi mi auguro è che le prossime Giorgia adolescenti non debbano aspettare così tanto senza una terapia“, conclude

All’evento era presente anche Damiano David, frontman dei Maneskin, compagno di Soleri. “Sono qui in veste di alleato, ma il vero lavoro è quello che stanno facendo tutte queste ragazze ed è incredibile“, ha detto Damiano.

“La vulvodinia e la neuropatia del pudendo sono tutt’altro che malattie rare in quanto affliggono una donna su sette. Nonostante l’altissima diffusione, sono patologie sottostimate da molti medici e misconosciute dalla società e, di conseguenza, ancora poco tutelate dallo Stato”, hanno affermato Giuditta Pini (Pd), prima firmataria alla Camera e Giuseppe Pisani (M5s), primo firmatario al Senato. “Per questo motivo – hanno concluso – c’è ancora molto da fare al fine di eliminare lo stigma e le disuguaglianze sulle malattie di genere, che affliggono soprattutto la popolazione femminile, favorendone la prevenzione, diagnosi e cure tempestive“.

“Ora che la nostra proposta è stata depositata, chiediamo che venga avviato l’iter parlamentare e che venga discussa il prima possibile alla Camera o al Senato e che il Parlamento faccia pressione sul Ministero della Salute“, dichiara il Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo in una nota stampa.

Cosa sono vulvodinia e neuropatia del pudendo? Sintomi e cause

La vulvodinia è una malattia ginecologica caratterizzata da dolore cronico alla vulva e nei tessuti che circondano l’accesso alla vagina. Il dolore vulvare cronico che contraddistingue il disturbo è associato a forte bruciore, dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) e arrossamento.

1 persona su 7 in Italia è affetta da almeno una di queste patologie invisibilizzate. Anche quando diagnosticate, seppur con difficoltà, l’ostacolo resta il Servizio Sanitario Nazionale, che non ha centri specializzati per la diagnosi e la cura del dolore pelvico e che non riconosce le due patologie citate, negando esenzioni e invalidità. Così le visite specialistiche, l’approccio multidisciplinare e integrato, i farmaci e tutti i costi sono a carico dei e delle pazienti che sono costretti a svolgere tutto in regime privatistico.

La vulvodinia provoca bruciore, irritazione, secchezza, sensazione di abrasione a livello vulvare, tensione, sensazione simile a punture di spillo e gonfiore.  Può essere provocata da infezioni batteriche o micotiche vaginali e vescicali, predisposizione genetica alle infiammazioni, lesioni del nervo pudendo dovute al parto a o traumi ipercontrattilità vulvo-perineale, alterazioni genetiche, traumi derivanti da rapporti sessuali, visite o interventi chirurgici ginecologici secondo quanto spiegano gli esperti del gruppo Humanitas.

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