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Una vodka “atomica”. Nasce il primo liquore fatto col grano di Chernobyl

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La vodka Atomik è prodotta con il grano che cresce nei dintorni della centrale nucleare, assolutamente senza radiazioni – e potrebbe anche far rinascere l’economia della zona.

Come chiamereste una vodka prodotta col grano che cresce nelle zone ad accesso vietato attorno a Chernobyl, luogo del più grande disastro nucleare della storia?

Ma Atomik, naturalmente.

Iniziamo subito col tranquillizzarvi, il liquore è stato testato dagli un team di scienziati inglesi ed è assolutamente libero da radiazioni. In più se dovesse aver successo, la produzione in massa della vodka potrebbe aiutare la ripresa dell’economia del posto, ormai ferma a zero da quel giorno di 33 anni fa.

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Del liquore ne è stata prodotta artigianalmente solo una bottiglia, ma si spera possa venir prodotto in massa e venduto attraverso una compagnia no profit chiamata The Chernobyl Spirit Company, con il 75% del ricavato che andrà alle comunità locali.

Il Reattore Nr 4 della Centrale di Chernobyl esplose la notte del 26 aprile 1986, mandando una nube di polvere radioattiva su gran parte dell’ Europa. La zona attorno alla centrale, che ospitava le abitazioni di 36mila residenti, è stata evacuata e dichiarata non sicura per gli esseri umani per 24mila anni, a causa del fallout radioattivo.

Ad oggi, le aziende locali offrono tour turistici ai margini della zona vietata, che nel frattempo è stata riconquistata dalla natura selvaggia. Studi hanno dimostrato come ospiti già una forte biodiversità e gli esperti riferiscono di un livello minimo di effetti negativi sugli animali causati dalle radiazioni.

Il professor Jim Smith dell’ Università di Portsmouth spiega che la vodka è stata prodotta con acqua minerale che sgorga da una sorgente sotterranea vicino Chernobyl.

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Credo che questo sia il liquore più importante del mondo, perchè può aiutare il recupero economico delle comunità che vivono dentro e attorno le aree abbandonate,” ha dichiarato il professor Smith

I livelli di radioattività presenti nell’Atomik sono gli stessi presenti in qualsiasi altro liquore, e sono quelli dati dalla presenza del Carbonio – 14 naturale. Tutte le impurità presenti nel grano vengono ridotte e eliminate durante i processi di distillazione.”

Non stiamo dicendo che le zone vietate debbano essere convertite a campi, visto che al momento sono delle riserve naturali protette, ma ci sono molte altre zone dove le persone vivono ma la coltivazione è ancora bandita,” spiega Smith.

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Puntiamo a creare un prodotto di alto livello per supportare lo sviluppo economico all’esterno della zona vietata principale,dove le radiazioni sono relativamente sicure.

Oleg Nasvit, il capo dell’Agenzia di Stato ucraina per la Gestione della Zona Vietata, ha dichiarato alla AFP: “Accogliamo questa iniziativa, che vuole sfruttare le zone abbandonate per aiutare le comunità locali. È necessario fare tutto il possibile per supportare il ritorno alla vita normale in questa area, naturalmente sempre mettendo al primo posto la sicurezza.”

Ho assaggiato la Atomik, la considero un liquore artigianale, ma di alto livello. Non è la tipica vodka commerciale, ha mantenuto tutto il gusto del grano ucraino, quello che si ottiene solo grazie a nostri metodi di distillazione tradizionali“, ha concluso Nasvit.

 

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