Yara Hammoud, libanese di 25 anni, e Vittorio Giordano, italiano di 24, sono i primi a terminare il corso di laurea magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio con curriculum in Cambiamenti climatici.

I primi ingegneri ambientali d’Europa a specializzarsi in cambiamenti climatici si chiamano Yara Hammoud e Vittorio Giordano e si sono laureati al Politecnico di Torino.

Lei è libanese e ha 25 anni, lui è italiano e ne ha 24. Sono i primi laureati del corso di laurea magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio con curriculum studiorum in Cambiamenti climatici tenuto dal Politecnico torinese.

“Il piano di studio – ha spiegato Valentina Socco, coordinatrice del corso – è caratterizzato da una serie diinsegnamenti che forniscono le basi per la comprensione dei sistemi climatici e le interazioni tra atmosfera, idrosfera e geosfera e fornisce le competenze tecniche relative al rilevamento e al trattamento dei dati. Ha 4 insegnamenti completamente dedicati a: sistemi climatici, mitigazione dei Cambiamenti climatici, adattamento ai Cambiamenti climatici e processi innovativi per la comprensione dei fenomeni e la gestione dei processi di mitigazione e delle azioni di adattamento”. 

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I due giovanissimi ingegneri hanno scelto di proseguire i loro studi specializzandosi nei cambiamenti climatici per collegare i propri studi a un problema concreto che affligge la nostra società. E i primi passi nella direzione di utilizzare l’ingegneria per tentare di risolvere alcuni dei problemi prodotti dalla crisi climatica, Giordano e Hammoud li hanno già fatti durante la propria tesi.

Vittorio Giordano spiega al quotidiano La Repubblica: “La mia tesi simula e analizza scenari futuri di Water Footprint sul continente africano. Nello specifico il lavoro indaga gli impatti del cambiamento climatico e di un ipotetico avanzamento delle tecniche agricole, meccanizzazione, irrigazione e applicazione di nutrienti sull’agricoltura africana. Il lavoro cerca di rispondere alla domanda di quanto questo avanzamento potrebbe incrementare la produzione per soddisfare la domanda alimentare nel continente con la più alta percentuale di popolazione che soffre la fame. Si chiede, inoltre, se gli impatti del cambiamento climatico sono tali da inficiare tale avanzamento. In futuro vorrei avvicinarmi al campo politico/decisionale nella gestione di queste problematiche”. 

Yara Hammoud, invece, ha scritto una tesi in collaborazione con Arpa Piemonte. “Il tema – ha spiegato – è la modellazione dei processi termodinamici che regolano l’evoluzione della criosfera, che a sua volta permette di definire la temperatura della superficie terrestre. Le simulazioni sono state fatte utilizzato il modello idrologico GEOtop, su scala puntuale nelle Alpi italiane, in un’area caratterizzata da permafrost. Sono impaziente di mettere in pratica le mie competenze a questo scopo. E qui in Italia, uno dei Paesi leader nel portare avanti un’azione per il cambiamento climatico”. 

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