In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress: 1) Oleoturismo nuova frontiera del turismo enogastronomico; 2) Raddoppia il prezzo del caffè in un anno; 3) Viticoltura, con Life Green Grapes 50 fitofarmaci in meno; 4) Italia al terzo posto per il costo della terra in Europa        

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress:

1) Oleoturismo nuova frontiera del turismo enogastronomico: L’oleoturismo è la nuova frontiera del turismo enogastronomico. Un volano che può contribuire a far decollare il settore. I numeri della manifestazione “frantoi aperti” lo confermano grazie ai tanti eventi culturali, degustazioni, racconti, gita in bicicletta e ai laboratori che hanno avuto luogo in un mese e mezzo in Umbria. Sul decreto attuativo per le attività olio turistiche è stata raggiunta un’intesa dalla Conferenza Stato-Regioni. Il documento definisce gli standard minimi che tutti gli operatori devono soddisfare per l’esercizio delle attività olio turistiche, come l’apertura settimanale o stagionale per un minimo di 3 giorni; la dotazione di strumenti di prenotazione e la predisposizione di un sito web aziendale; l’utilizzo di contenitori e strumenti idonei per le attività di degustazione dell’olio; il rispetto delle normative di carattere igienico-sanitario. La norma attuativa sull’oleoturismo attraverso l’ottimizzazione delle produzioni e un consumo esperienziale, può servire da slancio ad un settore da tempo in sofferenza. Unita a nuove strategie di vendita e alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’innovazione dei frantoi, potrà valore aggiunto distribuito su tutto il territorio italiano vocato all’olivicoltura

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2) Raddoppia il prezzo del caffè in un anno: Raddoppiato il prezzo del caffè in un anno. A causa di problemi di produzione, della pandemia e del caos nei trasporti marittimi, la materia prima dell’espresso è sempre più costosa. I chicchi di varietà arabica sono quasi raddoppiati di valore da inizio anno, fino a raggiungere livelli di prezzo che non si vedevano dal 2011. Trend in rialzo anche nel 2022. Le maggiori difficoltà in Brasile, Vietnam ed Etiopia. Forte preoccupazione dei produttori di caffè, preoccupati dal rischio di non poter fare fronte alla richiesta della domanda. In queste settimane che precedono il Natale, quando si verifica il picco dei consumi, i produttori faticano a trovare le navi per trasportare le merci verso i porti d’approdo. Compresa Trieste, la piazza leader d’Europa.  A causa del cambiamento climatico si prevede che più del 50% dei terreni attualmente coltivabili a caffè non lo sarà più da qui al 2050, in quanto il caffè è molto sensibile al cambiamento climatico e la prima a subirne l’impatto sarà la qualità, seguita dalla quantità.

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3) Viticoltura, con Life Green Grapes 50 fitofarmaci in meno: Una difesa fitosanitaria dei vigneti sostenibile che coniuga la riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci con il mantenimento della qualità e quantità delle produzioni, mantenendo la biodiversità. Questo l’obiettivo del progetto Life Green Grapes, ideato è guidato dal Crea – viticoltura ed enologia. In Italia vengono utilizzate annualmente oltre 120 milioni di kg di fitofarmaci, di cui circa un quarto del comparto viticolo. I protocolli di gestione Green Grapes nei vigneti pilota, hanno dimostrato che una riduzione fino al 50% dell’uso dei fitofarmaci lungo tutta la filiera produttiva è possibile, sostenibile ed in grado di fornire output qualitativi e quantitativi equivalenti rispetto a quelli ottenuti mediante la normale gestione integrata o biologica aziendale. Sono stati proposti alle aziende viticole metodi di protezione attenti all’impatto ambientale, ponendo il sistema vigneto in condizioni di resistere agli attacchi dei patogeni; è stata valutata l’efficacia di protocolli di gestione della difesa delle piante riducendo le quantità di fitofarmaci attraverso l’impiego combinato di modelli previsionali, induttori di resistenza e tecniche agronomiche di gestione del suolo.

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4) Italia al terzo posto per il costo della terra in Europa: Italia al terzo posto per il costo della terra in Europa. Davanti al belpaese, Olanda e Lussemburgo. Secondo l’ultimo studio Eurostat, la terra arabile in Italia è tra le più care d’Europa, con la Liguria che si classifica come la regione europea con i prezzi più alti per un importo medio di 108 mila euro all’ettaro. In Italia, il prezzo medio della terra arabile è di 40.153 euro all’ettaro con valori che variano dai 17.571 euro della Sardegna ai 42.656 della Toscana, fino al record ligure. Il valore nazionale – spiega la Coldiretti – risulta essere pari a più di tre volte quello medio della Spagna 12.744 euro, quasi sette volte quello della Francia di 6.060 euro e una volta e mezzo quello della Gran Bretagna di 25.732. Costi che rappresentano il principale ostacolo all’ingresso dei giovani in agricoltura. Se si considera che la dimensione media di un’impresa agricola italiana è di circa otto ettari, il “prezzo d’ingresso” per un giovane agricoltore rischia di diventare proibitivo e ciò rappresenta un grave problema soprattutto in questo momento che la “voglia di campagna” è ai massimi storici.

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