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Visionari, la tecnologia e l’innovazione al servizio della società VIDEO

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Abbiamo intervistato Luigi Gabriele, Presidente di Visionari, su come un gruppo di giovani menti possa, grazie alle nuove tecnologie, migliorare in modo concreto la nostra società, come il progetto Make-it, grazie al quale durante il coronavirus sono state donate migliaia di visiere protettive prodotte con una stampante 3d.


Può un gruppo di giovani, con mente aperta e proiettata al futuro, rivoluzionare il modo di vivere nel nostro paese, attraverso innovazioni tecnologiche? Questo è il progetto Visionari, fondato due anni da Federico Pistono insieme a “uno sparuto gruppetto di appassionati di innovazione tecnologica” con un obiettivo in testa: “Creare una aggregazione no profit che in Italia iniziasse a divulgare le conoscenze sull’innovazione tecnologica”.

A parlare è Luigi Gabriele, da poco Presidente del collettivo Visionari, che spiega come sia nato tutto per riunire chi ai tempi “trovava difficile accedere alle informazioni o a persone con cui scambiare opinioni sulle nuove tecnologie, come la blockchain, o l’intelligenza artificiale, o la stampa 3d e così via. Così decidemmo di formare questo collettivo con lo scopo di comprendere e carpire informazioni su queste nuove tecnologie, e poi semplificarle per divulgarle alla massa.”

Visionari: scienza, tecnologia e start-up

Visionari infatti, si occupa principalmente di divulgazione scientifica e tecnologica. “Lo facciamo in tantissime forme, sia con incontri settimanali, sia fisicamente che attraverso videocall, e anche con la nostra rivista specializzata, che si trova gratuitamente sul sito Visionari.org.”

Ma ci sono anche i tanti progetti realizzati, come Make-it. “Make-it nasce nella cameretta di uno studente membro di Visionari, che, insieme ad altri ragazzi che facevano parte del gruppo hanno pensato di realizzare un progetto che rispondesse alla mancanza di mascherine e visiere durante il coronavirus, e tutto usando solo le stampanti 3d.”

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È bastato infatti mettere il progetto online e gratuito per avere una filiera di stampanti 3d sparse per tutta Italia, di fatto rivoluzionando il concetto standard di manifattura, che prevede il passaggio attraverso una fabbrica o comunque una singola attività produttiva.

“Pensate se tutti quelli in possesso di una stampante 3d con un progetto open source si mettano a stampare beni di prima necessità, come possono essere occhiali da vista o visiere di protezione: in questo caso si parla di Distributive Factory, ovvero le fabbriche non saranno più come un tempo, un edificio singolo centralizzato, ma si andrà verso una distribuzione della manifattura, proprio attraverso le stampanti 3d.”

In pratica, spiega Luigi Gabriele, la stampante 3d “ha sostituito la manifattura artigianale di un tempo, stiamo semplicemente sfruttando la maestria italiana nell’artigianato adattandola alle nuove tecnologie.”

 

Per chi volesse avere informazioni sul progetto Visionari, o volesse iscriversi, può accedere al sito del gruppo su questo link.

 

 

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