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Virus e smog, mappe shock da satelliti: serve piano antismog in Decreto Rilancio e azioni UE

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Fondazione UniVerde e Opera2030 rilanciano le nuove mappe satellitari che evidenziano l’altissimo tasso di inquinamento dell’aria, in particolare le concentrazioni di biossido di azoto, inquinante generato prevalentemente dal traffico, a partire dalla Pianura Padana e su varie città italiane.

Il Decreto Rilancio e gli altri provvedimenti devono prevedere un piano antismog, in particolare nelle zone con il peggiore inquinamento atmosferico del nostro Paese. Sicuramente gli incentivi alle biciclette e il superecobonus sono un primo elemento ma occorre un investimento ben più massiccio per garantire aria pulita ai cittadini italiani, in particolare nelle aree a maggiore concentrazione di inquinanti“.

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Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, commentando i dati relativi alle mappe dell’Italia (Pianura Padana, Milano e Bergamo, Torino, Piacenza, Bologna e Ravenna, Brescia e Verona, Roma, Napoli) scattate dal satellite Copernicus sentinel 5P, ed elaborate dalla piattaforma Onda della Serco di Frascati: le mappe mettono a confronto la distribuzione media della concentrazione di biossido di azoto (NO2) nell’atmosfera, 15 marzo – 15 aprile 2019 e 2020, evidenziando dati scioccanti. Il confronto mostra una differenza impressionante.

L’Italia deve ottenere dalla UE un’azione congiunta che riduca drasticamente i livelli di inquinamento nelle aree più inquinate dell’Unione Europea. Dobbiamo capire che ripulire la nostra aria è utile non solo all’ambiente ma soprattutto alla salute, non dovremmo attendere una pandemia per ridurre lo smog da auto. L’Italia secondo l’Oms conta circa 70.000 morti premature ogni anno per lo smog mentre stime recenti della Ue indicano in 412.000 i decessi nei Paesi dell’Unione” sottolinea Pecoraro Scanio.

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Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina ambientale (SIMA), in un collegamento video con il Presidente della Fondazione UniVerde, annuncia che “la ricerca sulle connessioni tra virus e smog continua dopo le prime conferme e oltre alle Università di Bari e di Trieste e la cattedra Unesco della Federico II di Napoli, e ai ricercatori della nostra società scientifica, si stanno aggiungendo anche altre università da tutto il mondo. Siamo partiti con un position paper che cercava di dare una spiegazione alle anomale curve di velocità di diffusione dell’epidemia nel nord Italia e adesso la ricerca si sta allargando anche ad Europa, Stati Uniti e Asia. Occorre che si tenga conto della necessità di mantenere basse le emissioni di particolato per non rischiare di favorire la potenziale diffusione del virus“.

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Nel corso della nuova puntata della rubrica Madre Terra, che sarà diffusa domenica 17 maggio da Italpress, saranno approfonditi i dati relativi alle mappe dell’inquinamento atmosferico relative anche ad altri Paesi europei e del mondo. I dati del report “Gli effetti del lockdown sulla qualità dell’aria in Italia“, realizzato da Fondazione UniVerde e Opera2030, in collaborazione con Youthquake, con le mappe satellitari elaborate dalla piattaforma Onda, sono consultabili sul sito della Fondazione UniVerde.

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