Salute

Virus cinese, almeno 17 morti. Primi contagi in USA e in Europa

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Salgono a 17 le vittime del coronavirus in Cina, mentre si contano i primi contagi al di fuori della Cina. A Fiumicino installati scanner per il controllo della febbre.

Sale la paura per il coronavirus proveniente dalla Cina.Dopo la conferma ufficiale, ieri, che il virus si può trasmettere anche tra uomo e uomo, il Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc) ha ritoccato al rialzo la classificazione del rischio, portandolo da “basso” a “moderato”.

 

Intanto si registra il primo caso negli Stati Uniti: l’uomo è ricoverato in isolamento al Providence Regional Medical Center di Everett, nello stato di Washington, hanno reso noto gli US Centers for Disease Control and Prevention. Residente nella Snohomish County, era rientrato a Washington da Wuhan, il focolaio dove si è diffuso il virus.

L’uomo avrebbe detto però di non essere stato nel mercato centrale della città cinese, dove sono messi in vendita pesci ed animali selvatici, considerato l’origine del virus. Secondo i Cdc, l’uomo non presentava sintomi al suo arrivo a Seattle mercoledì scorso dopo il viaggio in Cina. Le condizioni dell’uomo sono buone e – affermano i medici – ci sono pochi rischi che infetti altre persone.

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“La trasmissione da uomo a uomo – si legge nel report del Centro aggiornato – è stata confermata, ma sono necessarie ulteriori informazioni per valutare la portata di questa modalità di trasmissione. La fonte dell’infezione non è nota e potrebbe essere ancora attiva. Pertanto, la probabilità di infezione per i viaggiatori in visita a Wuhan che hanno uno stretto contatto con individui sintomatici è considerata moderata. Di conseguenza, anche la probabilità di importazione di casi di 2019-nCoV nell’Unione europea è considerata moderata”.

In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan, tra cui Roma Fiumicino, mentre altri hanno connessioni indirette. E proprio dalla direzione sanitaria dell’aeroporto romano Leonardo Da Vinci arriva l’allerta a tutte le compagnie aeree che hanno collegamenti con il Paese perché vengano effettuati controlli sui passeggeri in arrivo.

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“Tutte le compagnie aeree con voli provenienti dalla Cina (tutti gli aeroporti) sia con voli diretti che con scalo intermedio devono avere a bordo un numero di Plc (scheda individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica) pari al massimo numero di passeggeri ed equipaggio imbarcabili”, si legge nella richiesta, nella quale si sottolinea che “è fatto obbligo alle compagnie aeree di mettere in atto quanto disposto”.

 

A partire da  giovedì 23 gennaio, data in cui è previsto il prossimo volo diretto dalla città di Wuhan all’aeroporto di Fiumicino, il ministero della Salute ha predisposto l’attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura corporea dei viaggiatori attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati.

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Intanto da Wuhan, la città cinese da dove si è diffuso il coronavirus all’origine dell’epidemia, invita a tenersi alla larga dalla città. “Se non è necessario, suggeriamo a tutti di non venire a Wuhan”, ha dichiarato il sindaco della megalopoli della Cina interna, Zhou Xianwang, intervistato dall’emittente televisiva statale China Central Television. “Ridurre il flusso di persone, ha aggiunto il sindaco, diminuirà la possibilità che il virus si diffonda e allenterà la pressione sugli sforzi per il controllo e la prevenzione del virus.

Per ogni informazione è possibile consultare il portale del Ministero della Salute

 

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