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Virus, antimateria e segnali radio dallo spazio: le scoperte scientifiche più importanti del 2020

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Nonostante il coronavirus la ricerca scientifica non si è fermata, portando in molti casi a scoperte rivoluzionarie. La rivista Nature ha elencato le più importanti.

Cure per l’HIV, satelliti usati per mappare gli alberi e segnali radio nello spazio profondo. Nonostante l’epidemia e i lockdown la ricerca scientifica ha continuato a portare avanti l’evoluzione dell’uomo. La rivista Nature ha stilato una lista delle scoperte scientifiche più importanti di questo travagliato 2020.

Si parte con una buona notizia: finalmente lo strato di ozono si sta ricucendo.

La scoperta di un buco nello strato di ozono atmosferico  sull’Antartico a metà degli anni ’80 ha rivelato la minaccia rappresentata dalle sostanze dannose per l’ozono (ODS) prodotte dall’uomo. Il buco dell’ozono antartico, che risiede ad altitudini di circa 10-20 chilometri, ha anche influenzato la circolazione atmosferica fino alla superficie nell’emisfero meridionale, in particolare spostando il flusso a getto estivo verso i poli. La produzione e l’uso di ODS è stata vietata dal Protocollo di Montreal del 1987 e dai suoi successivi emendamenti.

Le concentrazioni atmosferiche di ODS stanno quindi diminuendo e sono emersi i primi segni di ripresa dello strato di ozono. Gli scienziati riferiscono che gli effetti sulla circolazione associati al buco si sono interrotti dall’inizio del recupero dell’ozono. In precedenza è stata notata una cessazione delle tendenze di circolazione, ma nel 2020 si è finalmente attribuito formalmente agli effetti del Protocollo di Montreal.

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La seconda non è proprio una scoperta ma un uso creativo e funzionale delle tecnologie esistenti. Gli scienziati stanno infatti usando i satelliti per mappare ogni singolo albero sulla terra.

Gli autori hanno mappato la posizione e le dimensioni di circa 1,8 miliardi di singole chiome degli alberi; mai prima d’ora gli alberi sono stati mappati con questo livello di dettaglio su un’area così vasta. I satelliti commerciali hanno iniziato a raccogliere dati in grado di catturare oggetti terrestri che misurano un metro quadrato o meno.

Ciò pone il campo del telerilevamento terrestre sulla soglia di un fondamentale balzo in avanti: dal concentrarsi su misurazioni aggregate su scala paesaggistica alla possibilità di mappare la posizione e le dimensioni della chioma di ogni albero su grandi scale regionali o globali. Questo progresso guiderà senza dubbio cambiamenti fondamentali nel modo in cui pensiamo, monitoriamo, modelliamo e gestiamo gli ecosistemi terrestri globali

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Nel 2020 è strano parlare di virus degli anni 90, ma i meno giovani si ricordano quanto grave fu l’epidemia di HIV in quegli anni. Nel 2020, dopo 30 anni si è arrivata finalmente a una cura per questo virus, che ha permesso di avere in questo anno il primo guarito di HIV nella storia.

Oggi il trattamento standard per l’infezione da Hiv prevede la combinazione di due o più antiretrovirali  che devono essere assunti giorno dopo giorno per sopprimere la replicazione virale, aumentare il numero di linfociti CD4 – bersaglio prediletto del virus – e arrestare la progressione della malattia.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, negli ultimi vent’anni, le nuove infezioni da Hiv sono diminuite del 39% e i decessi correlati del 51%, con 15,3 milioni di vite salvate grazie alle terapie antiretrovirali. Questo traguardo si è raggiunto grazie ai grandi sforzi dei programmi nazionali ma anche delle numerose organizzazioni non governative che operano in tutto il mondo.

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Le origini delle raffiche di emissioni radio lunghe millisecondi, note come esplosioni radio veloci, da oltre la nostra Galassia sono state da sempre degli enigmi. Nel 2020 è stata individuata e studiata per la prima volta una di queste esplosioni.

Tre articoli pubblicati su Nature riportano la rilevazione di un fenomeno chiamato fast radio burst (FRB) proveniente da una sorgente nella nostra galassia. Curiosamente, l’FRB è stato accompagnato da un’esplosione di raggi X. La scoperta è stata fatta e compresa mettendo insieme le osservazioni di più telescopi spaziali e terrestri. Il nome “burst radio veloci” è una buona descrizione di cosa sono: lampi luminosi di onde radio con durate all’incirca su scala di millisecondi.

Scoperti per la prima volta nel 2007, la loro natura di breve durata rende particolarmente difficile individuarli e determinare la loro posizione nel cielo. Questo FRB è il primo per il quale sono state rilevate emissioni diverse dalle onde radio, il primo ad essere trovato nella Via Lattea e il primo ad essere associato a un residuo stellare chiamato magnetar, dimostrando che le magnetar possono guidare gli FRB.

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Non si poteva concludere l’articolo senza parlare di Coronavirus. In questo contesto la scoperta della correlazione tra carenza di interferone e sviluppo del Virus è considerata dagli scienziati come fondamentale per lo studio della malattia.

Capire cosa contribuisce allo sviluppo di COVID-19 grave sarebbe di grande beneficio clinico infatti. L’analisi delle persone in cui ciò si è verificato individua un ruolo chiave per la via di segnalazione mediata dalle proteine ​​dell’interferone di tipo I. Mentre la ricerca di cure e vaccini efficaci continua, queste domande chiave aiuteranno a perfezionare il percorso. Le nuove scoperte evidenziano anche la necessità di esaminare sia i fattori genetici che quelli mediati da autoanticorpi nei casi gravi di malattie infettive

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