Roma e Dintorni

Violenza, ‘Anche io ho denunciato’. Un atto di coraggio alla denuncia collettiva

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Violenza. Raccontare il dramma realmente vissuto dalle donne (ma non solo) che subiscono violenza psicologica, prima ancora che fisica, e la difficoltà che incontrano nel denunciarlo.

È l’obietto del libro “Anche io ho denunciato” di Sabrina Lembo.

 

Scritto in lingua italiana e spagnola, sotto forma di sceneggiatura, il testo vuole essere un simbolo di riscatto e di incoraggiamento per coloro che restano soli, spesso sentendosi abbandonati e non creduti da nessuno.

Un atto di coraggio alla denuncia collettiva, che non deve mancare mai.

“Se non ci vedono ridotte sulla sedia a rotelle per colpa di un uomo, non ci credono mica. Nessuno ci presta attenzione. Eppure, la violenza psicologica fa più male di un pugno. E’ l’inizio di un calvario che può sfociare, poi, in violenza fisica e tragica, con la morte, ma può anche andare peggio. Può continuare per sempre, in silenzio, senza che nessuno sappia mai nulla”.

Il testo, liberamente reinterpretato, è basato su fatti realmente accaduti a personaggi esistenti: le storie di Francesca, Sabrina, Giovanni si intrecciano attorno all’inquietante decisione della denuncia, dopo aver compreso di non avere colpa alcuna delle azioni aggressive e viscide subite per mano dello stesso uomo, una persona apparentemente “per bene”, che gode di rispetto nell’opinione pubblica.

“Questo libro – afferma l’autrice Sabrina Lembo – è il miglior gesto d’amore che potessi fare verso chi ha subito violenza, ma anche per chi ne ha fatto ricorso. Se si riesce a leggere il testo con un occhio diverso, lontano dai giudizi, con uno sguardo elevato di amore, anche chi ha usato violenza si riconoscerà nell’insegnamento di perdono e di correzione che questo libro vuole dare. Denunciare un sopruso è doveroso e necessario, tanto per chi lo subisce, quanto per chi lo opera ” .

Le parole di riscatto sono dunque, non solo dei personaggi che hanno subito violenza, ma anche di chi vigliaccamente ricorre a un comportamento aggressivo, una sottile violenza psicologica, volta a decostruire l’altro.

Il libro prende il nome da progetto “Anche io ho denunciato”, che si propone di creare una rete internazionale di contatti, non solo in Italia, ma anche in Paesi, quali la Spagna e il Sud America, fortemente sensibili alla tematica, che partendo dalla onlus Vite senza paura di Maria Grazia Cucinotta e dal team di esperti che vi lavora, unisce altre associazioni, enti, scuole, professionisti del settore, disposti ad aderire all’iniziativa in termini di divulgazione e di formazione nel proprio ambiente, attraverso la lettura e/o messa in scena del testo, interazione con Vite senza paura per ogni aspetto di supporto legale e psicologico necessario.

La violenza si combatte con la formazione al rispetto, un delicato processo che coinvolge prima di tutto le madri e i padri di chi ha fatto ricorso alla violenza.

Questo l’obiettivo ultimo e più ambizioso di Anche io ho denunciato: creare una coscienza comune al rispetto della persona.

Molti già gli enti e le scuole che hanno aderito all’iniziativa.

Anche io ho denunciato è un progetto senza fini di lucro dell’Associazione culturale Un lembo di… di Sabrina Lembo e il patrocinio dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale, in collaborazione con più enti che hanno accolto l’iniziativa tra cui: l’Associazione onlus “Vite senza paura” di Maria Grazia Cucinotta, Unione Lettori Italiani, Universidad Autonoma de Colombia, Istituto Teodosio Rossi di Priverno, Fidapa sezione di Roma e Fidapa di Campobasso, Colegio Logos de Madrid Parte dei proventi del libro Anche io ho denunciato, acquistabile su amazon, è destinato all’Associazione “Vite senza paura” – www.vitesenzapaura.org

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