Focus, violenza contro le donne: la voce di chi dice basta

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Di violenza sulle donne bisogna parlare tutto l’anno e non soltanto nella giornata dedicata. In questa puntata di Focus raccontiamo storie di donne come Filomena Lamberti che ha convissuto con un marito violento per oltre 30 anni. 

Secondo i dati Istat il 31% delle donne tra i 16-70 anni ha subìto, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Si stima che il 21,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni abbia subito comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell’arco della propria vita. Le donne vittime di femminicidio nel 2021 in Italia sono state 118.

Di violenza sulle donne bisogna parlare tutto l’anno e non soltanto nella giornata dedicata. In questa puntata raccontiamo la storia di donne come Filomena Lamberti che ha convissuto con un marito violento per oltre 30 anni, quando nel 2012 ha deciso di lasciarlo è stata sfregiata con l’acido dal marito. L’uomo ha patteggiato una condanna a 18 mesi. “La mancata giustizia fa più male della violenza stessa”, così Lamberti commenta la mancata giustizia sul suo caso.

Maria Antonietta Rositani è sopravvissuta al tentativo del marito di ucciderla dandole fuoco. Ha riportato ustioni sul 50% del corpo e continua a sottoporsi a interventi chirurgici. Grazie al programma finanziato da Women for Women ha potuto sottoporsi a diversi interventi chirurgici di ricostruzione. Porta sul corpo i segni di questa violenza e sogna di aprire un centro antiviolenza in Calabria.

La violenza sulle donne non è un fenomeno recente. In Italia il più grande caso di violenza sulle donne in quanto tali, che poi avrebbe preso il nome di femminicidio, è stato il massacro del Circeo. Nel settembre del 1975 due ragazze di 19 e 17 anni, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti vengono rapite, stuprate e torturate. Rosaria morirà quella notte mentre Donatella riuscirà a sopravvivere fingendosi morta. I tre aguzzini erano Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido tutti rampolli della Roma bene con idee neofasciste. Credendole entrambe morte le ragazze furono caricate nel bagagliaio di una macchina posteggiata mentre i tre cenavano tranquillamente.

Donatella Colasanti fece rumore dall’interno del bagagliaio fino a che qualcuno si accorse del rumore e lo scoperchiò. A Donatella Colasanti, morta nel 2005 per un tumore al seno, è dedicato il parco nel quartiere San Paolo, poco distante dalla zona in cui vivevano le allora ragazze, luogo scelto per commemorare Colasanti e elaborare nuove forme di lotta. Erano presenti il fratello di Colasanti e la sorella di Lopez.
Anche a Giada hanno provato a spezzare le ali. Fortunatamente giovanissima è riuscita a liberarsi di un rapporto malato e adesso insieme ad altre ragazze che condividono un passato di violenze subite si sta riappropriando della sua vita.

Giada, Filomena, Maria Antonietta, Rosaria e Donatella sono erano delle donne diversissime tra loro che si sono dovute confrontare disarmate di fronte alla violenza di un singolo uomo e a quella di società che ancora non forniscono alle donne gli strumenti per riconoscere il male travestito da amore per prenderne le distanze prima che sia troppo tardi.

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