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Vinted accusata di pratica commerciale ingannevole: “Una commissione facoltativa è in realtà obbligatoria”

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Vinted, l’app per comprare e vendere abbigliamento di seconda mano sotto accusa per pratica commerciale ingannevole. Il tutto a causa di una commissione solo apparentemente facoltativa.

Si chiama Protezione dell’acquirente ed è una vera e propria commissione prevista da Vinted, la popolare app per vendere e comprare abbigliamento e accessori di seconda mano. Il portale la presenta come facoltativa, ma un’associazione di consumatori francese, UFC-Que Choisir, denuncia la mancanza di funzionalità che permettano di rifiutarla, rimuoverla o deselezionarla. Per questo, la piattaforma è stata accusata di pratica commerciale ingannevole. La notizia è riportata da Il Salvagente.

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Vinted è un’app sviluppata da due lituani nel 2008 e lanciata per la prima volta due anni dopo, negli Stati Uniti. Negli ultimi anni ha preso piede in tutto il mondo, Italia ed Europa comprese. A metà tra un portale di e-commerce ed un social network, Vinted permette ai venditori di ricevere in un portafoglio elettronico la somma pattuita con gli acquirenti, una volta ricevuto un feedback positivo. Negli ultimi tempi, tuttavia, si è intensificato un fenomeno denunciato da molti venditori: gli acquirenti possono semplicemente segnalare la merce ricevuta come contraffatta o non rispondente alla descrizione e il portale finirebbe per dar loro automaticamente ragione, senza la possibilità di un contenzioso. Anche questo potrebbe essere un caso generato dalla Protezione dell’acquirente: una commissione obbligatoria per avere ragione sempre e comunque.

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