Animali

Vietnam, il divieto sul commercio della fauna selvatica sembra essere stato dimenticato

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Il Governo del Vietnam durante le fasi iniziali della pandemia aveva promesso di vietare il commercio di animali selvatici ma, da quando la crisi sembra essere superata, il divieto non è stato più menzionato dalle autorità.

Le organizzazioni per la conservazione degli animali in Vietnam hanno inviato una lettera al Primo ministro per chiedere aggiornamenti sulle leggi che dovrebbero vietare il commercio e il consumo di animali selvatici.

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A marzo, in risposta allo scoppio della pandemia del coronavirus, il Primo Ministro Nguyen Xuan Phuc aveva chiesto al Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale di creare la bozza di un divieto da far entrare in vigore il 1° aprile. Sebbene il consumo di animali selvatici non sia molto praticato in Vietnam, questo è maggiormente diffuso nelle aree rurali; a livello nazionale, il commercio della fauna illegale ha un valore di circa un miliardo di dollari. Nel paese ci sono anche molti allevamenti di animali selvatici, che le organizzazioni sperano di riuscire a far chiudere. Il Vietnam è riuscito a contenere la pandemia, con zero casi nell’ultimo mese, e il Governo ha iniziato a riaprire scuole, imprese e a far ripartire l’economia. Secondo le statistiche dell’OMS ci sono stati 325 casi confermati e zero morti nel paese. Tuttavia i conservazionisti credono che il governo abbia messo da parte il divieto, che non viene menzionato da marzo: “Le direttive del Primo ministro ormai sembrano solo un bellissimo sogno” ha spiegato Hong Hoang, fondatore e direttore di CHANGE Vietnamportiamo avanti il sogno”. Secondo molti esperti non ci sono stati progressi da quando la bozza iniziale del divieto è stata diffusa settimane fa.

 

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I gruppi si aspettavano di essere consultati dal ministero ma questo non è mai avvenuto. “Il rischio di una trasmissione di malattie da mammiferi e uccelli agli umani aumenta quando gli animali selvatici entrano in contatto con le persone in posti come i mercati o i ristoranti” secondo Benjamin Rawson di WWF-Vietnamquesto è vero in generale, che si tratti di animali il cui commercio sia legale o meno, e inoltre le direttive del Primo ministro devono servire a ridurre il rischio di nuove epidemie virali, migliorando le leggi esistenti e le sanzioni per chi le viola, ma allo stesso tempo valutando i rischi relativi agli allevamenti di animali selvatici”Yoganand di Greater Mekong, sostiene che il sistema di leggi relativo alla fauna selvatica debba essere migliorato in tutto il Sudest asiatico: “Al momento, le leggi relative al commercio degli animali non considerano le infezioni come un rischio. Questa è una grande carenza nelle politiche. Per minimizzare il rischio di epidemie virali, il commercio di mammiferi e uccelli deve essere vietato dal governo, ed è necessaria una valutazione scientifica per determinare quali animali possano trasmettere virus pericolosi per gli uomini”.

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CHANGE, per quanto possibile, continuerà a lavorare per il divieto. Hong ha spiegato di aver convinto quattro membri dell’Assemblea Nazionale a parlare con i media sull’importanza del porre fine al commercio e al consumo degli animali selvatici. Inoltre l’organizzazione ha dato via ad una campagna intitolata The Host, al fine di educare il pubblico sui legami tra gli animali selvatici e le nuove infezioni. Il primo video della campagna, The Call of the Wild, ha avuto oltre 4 milioni di visualizzazioni su Facebook e 3.5 milioni di visualizzazioni su Youtube.

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