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Via libera al nuovo Ministero della Transizione Ecologica: ecco come sarà

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Oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato la nascita del Ministero della transizione ecologica. “È una sfida imponente. Abbiamo davanti a noi poco tempo per vincerla, ce lo dicono i dati scientifici sui cambiamenti climatici”, il ministro del MiTE, Roberto Cingolani.

E’ terminata a Palazzo Chigi dopo circa un’ora e mezza la riunione del Consiglio dei ministri. All’odg c’era il riordino dei ministeri. E’ stato dato il via libera al decreto che riordina le attribuzioni dei Ministeri della Transizione ecologica, della Transizione digitale e del Turismo.  Il CDM ha anche approvato i cinque decreti legislativi sulla riforma dello sport

Il nuovo ministero della Transizione ecologica (MiTE), guidato da Roberto Cingolani, prenderà tutte le competenze energetiche finora riservate al ministero dello Sviluppo economico.

Transizione ecologia, Cingolani: “Sfida imponente, abbiamo poco tempo per vincerla”

Oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato la nascita del MiTE, il Ministero della transizione ecologica, e parte quel percorso di costruzione che vede il governo intero impegnato nella realizzazione di questa nuova visione. – dichiara il ministro Roberto Cingolani al termine del cdm – Tutte le politiche afferenti a questo obiettivo primario faranno riferimento al MiTE: quella energetica, delle emissioni, lo sviluppo sostenibile, la mobilità green, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Senza dimenticare la mission storica del ministero: la valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema, la conservazione delle aree naturali protette e della biodiversità, l’economia circolare, le bonifiche, la difesa del territorio e la lotta ai danni ambientali”.

“È una sfida imponente, e tutto il Governo è impegnato a lavorare per portarla a termine. Abbiamo davanti a noi poco tempo per vincerla, ce lo dicono i dati scientifici sui cambiamenti climatici. – prosegue Cingolani – Infine voglio porre l’accento sul nuovo acronimo del Ministero: MiTE. La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni ”.

Ministero della Transizione Ecologica, definite le nuove competenze

Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che dà il via libera all’istituzione del nuovo Ministero della Transizione Ecologica. – afferma Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Transizione ecologica non significa solo ambiente e green, ma andremo a revisionare totalmente il concetto di lavoro, di imprese e apriremo una strada innovativa e moderna che ci porterà ad essere molto più competitivi in Europa e nel mondo“.

Con il Consiglio dei Ministri odierno è stato ufficialmente creato il nuovo Ministero per la Transizione ecologica. Una promessa che avevamo fatto ai cittadini per rendere la politica industriale del Paese improntata al Green New Deal europeo. Una scelta di campo che caratterizza fortemente l’azione del Governo e che sposta molte competenze del Ministero dello Sviluppo Economico in materia energetica”. Lo dichiara al termine del Consiglio dei ministri il ministro M5s per le Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

La Transizione, sia ecologica sia digitale – afferma Patuanelli- è un processo complesso che dovrà essere gestito senza creare shock ai sistemi produttivi. La visione deve essere però chiara anche a livello istituzionale. Oggi senz’altro abbiamo fatto un primo passo in continuità con quanto già realizzato nell’ultimo anno, in particolare con il Piano Nazionale Transizione 4.0 e con il Superbonus 110%“. “Le sfide che ci attendono e le decisioni che prenderemo tutti assieme – conclude il ministro M5s- segneranno, oggi come non mai, il futuro delle prossime generazioni.”

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Competenze e struttura del nuovo ministero della Transizione ecologica

Al ministero per la Transizione ecologica sono trasferite le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui, destinate all’esercizio delle competenze in materia di energia. In particolare all’articolo 3 si legge che “a decorrere dalla data di adozione del decreto, la direzione generale per l’approvvigionamento, l’efficienza e la competitività energetica e la direzione per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari del Ministero dello sviluppo economico con la relativa dotazione organica e con i relativi posti di funzione di dirigente di livello generale e non generale, sono trasferiti al Ministero per la transizione ecologica“.

E ancora, “approvazione della disciplina del mercato elettrico e del mercato del gas naturale e dei criteri per l’incentivazione dell’energia elettrica da fonte rinnovabile di cui al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, ed esercizio di ogni altra competenza già a qualunque titolo esercitata dal Ministero dello Sviluppo economico fino alla data di entrata in vigore del presente decreto in materia di concorrenza e regolazione dei servizi di pubblica utilità nei settori energetici”.

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Conseguentemente la dotazione organica del personale dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico è rideterminata in 17 posizioni di livello generale e 104 posizioni di livello non generale. La dotazione organica del personale dirigenziale del ministero della Transizione ecologica è individuata in 12 posizioni di livello generale e in 67 posizioni di livello non generale

Il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite)

È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) con il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione.

“Restano ferme  le funzioni del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess)“. In merito alla composizione del Comitato: “È composto dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale, ove nominato, dai Ministri della Transizione ecologica, dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, della Cultura e delle Politiche agricole, alimentari e forestali. È presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, in sua vece, dal Ministro della transizione ecologica“.

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Il Cite “approva, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in materia di: mobilità dolce e sostenibile; contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo; risorse idriche e relative infrastrutture; qualità dell’aria; economia circolare“.

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