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VERTICE ITALIA – VATICANO, CEI: “DIALOGO CON CHIUNQUE ANDRA’ AL GOVERNO”

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 Vertice Italia-Vaticano, Cei: “dialogo con chiunque andrà al Governo. Vertice bilaterale Italia-Vaticano a Palazzo Borromeo, all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, per la ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi e dell’Accordo di modifica del Concordato.
Un appuntamento annuale che serve a fare il punto sullo stato dei rapporti concordatari tra l’Italia e la Santa Sede, e più in generale tra lo Stato e la Chiesa cattolica.

Con il nome di Patti Lateranensi vengono chiamati gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede.

Sottoscritti l’11 febbraio 1929, i Patti Lateranensi stabiliscono le regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede e sono distinti in tre diversi documenti:

– Con il primo si riconosce l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede che fondava lo Stato della Città del Vaticano;

– Con il secondo, denominato “Convenzione Finanziaria“, si prevedeva un risarcimento di 750 milioni di lire a beneficio della Chiesa (regolando le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive);

– Ed il terzo. Il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa e il Governo (prima d’allora sintetizzate nel motto: «libera Chiesa in libero Stato»).

In agenda, la questione migranti, con le ultime tensioni legate ai fatti di Macerata e gli annessi rigurgiti xenofobi e razzisti.

Ma anche temi come lavoro, famiglia e la pace nel Mediterraneo.

A preoccupare la Santa Sede, sono i temi che riguardano la tutela della sanità cattolica, l’ambito del “fine vita” dopo il varo del biotestamento, in particolare per quel che riguarda l’auspicata facoltà di obiezione di coscienza per i medici, ed anche le temute derive verso l’eutanasia che potrebbero essere consentite da pieghe della legge.

Al termine dell’incontro, nessun punto stampa.

Sfilano via sia il premier Paolo Gentiloni che il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ma anche i ministri Marco Minniti, Valeria Fedeli, Marianna Madia, Pier Carlo Padoan, Roberta Pinotti e Maria Elena Boschi.

Nessun commento neanche dal presidente della repubblica Sergio Mattarella.

Poche parole con la stampa le rivolge invece il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti: “E’ stato un colloquio sereno, franco, su tante tematiche che abbiamo in comune e quindi sui temi del giorno, su tutto quello che si scrive e si dice e su problemi anche più importanti in questo momento dell’Italia, delle famiglie, del lavoro e anche i temi internazionali che sono delicatissimi”. Per quel che riguarda le tensioni sociali e gli estremismi anti-migranti, “questo – spiega Bassetti – è il momento di ricucire, di fare dei segni concreti che siano nel segno della carità e della pace”.

“La Chiesa ha il Vangelo – ha spiegato – ha la carità, ha l’accoglienza, e quindi ‘amatevi come io vi ho amato‘ ci dice Gesu’: ed è il comandamento dell’amore che cerchiamo di diffondere dovunque e che si traduce nelle azioni, nell’operato, nella politica, nei rapporti nazionali e internazionali”.

Sul dopo-elezioni – dice- “non possiamo anticipare nulla perchè bisognerebbe essere profeti, e io non sono ne’ profeta ne’ figlio di profeti. Però io sono un uomo che cerca di essere un uomo di dialogo. Con chiunque sarà al governo cercheremo come vescovi italiani di dialogare sulle cose che noi crediamo, che sono tutte quelle che vi ho detto fino ad ora”.

Obiezione di coscienza sul biotestamento compresa.

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