Roma. Si è svolto ieri il vertice federale in via Allegri, sede della Federalcio a Roma, durato circa due ore. Il commissario tecnico Gian Piero Ventura è stato esonerato dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2018 in Russia. La notizia era ovviamente nell’aria, anche se tutti ci aspettavamo come minimo le sue dimissioni. E invece il tecnico non ha voluto rinunciare a ciò che resta del contratto firmato fino a giugno 2018 (ovvero 700-800 mila euro). “Nel corso della riunione convocata dal presidente della Figc Carlo Tavecchio alla quale hanno preso parte i presidenti delle componenti federali Gravina, Nicchi, Sibilia, Tommasi e Ulivieri è stato avviato un confronto a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali di Russia 2018. Come primo punto all’ordine del giorno, Tavecchio ha comunicato la scelta sulla guida tecnica azzurra e, a far data da oggi Gian Piero Ventura non è più il commissario tecnico della Nazionale” questo il comunicato ufficiale diffuso della Federcalcio. Il primo nome per rifondare la Nazionale è Carlo Ancelotti, con gli obiettivi di Euro 2020 e Mondiale 2022. L’ingaggio del tecnico è oneroso, al di fuori del tetto stipendi della Federcalcio, però il fascino di allenare l’Italia e riportarla ai livelli che merita potrebbe attrarre Carletto e accettare questo eventuale incarico. E c’è chi parla anche di Paolo Maldini al fianco di Ancelotti, in un ruolo però ancora da capire.

Ma la vera notizia clamorosa sono le mancate dimissioni del signor Carlo Tavecchio, ancora presidente della Federcalcio. Tavecchio, che ha incassato la fiducia dei presidenti di Settore (Leghe, arbitri e calciatori), resta così al suo posto nonostante sia uno dei principali colpevoli (insieme a Ventura e alla squadra) del progetto fallimentare azzurro. Anche il numero uno del CONI Giovanni Malagò aveva espressamente chiesto a gran voce le dimissioni di Tavecchio dopo la debacle contro la Svezia.

Dopo aver appreso che Tavecchio non si sarebbe dimesso, Damiano Tommasi (presidente dell’Associazione Italiana Calciatori) ha abbandonato contrariato il vertice di ieri :” Volevo si ripartisse da zero, era l’unica cosa che mi interessava. Il Presidente Federale ha detto che non si dimetterà mentre gli altri non hanno preso nessuna posizione. E’ complicato ripartire con queste premesse. Il calcio italiano ha bisogno di qualcosa di diverso”. E quel qualcosa di diverso a cui si riferisce Tommasi non è di certo Carlo Tavecchio e la sua allegra combriccola che ci hanno, o meglio, non ci hanno portato a giocarci il Mondiale 2018 in Russia.

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