Territorio

L’isola di Ventotene ed i rischi del dissalatore

Condividi

Ventotene. 130 metri cubi all’ora di acqua prelevata dal mare, di questi, 60 vengono distribuiti in rete ed arrivano nelle case dell’isola.

Sono i numeri del dissalatore di Ventotene che da solo può coprire il fabbisogno di 6000 persone.

Obiettivo: filtrare l’acqua del mare, separarla dal sale e, dopo averla rimineralizzata, servire abitazioni e locali per risolvere l’annosa questione dell’approvvigionamento idrico sull’isola pontina.

Ma il dissalatore di Ventotene è stato protagonista di diverse polemiche.

Dai rubinetti dell’isola, ha iniziato ad uscire un liquido torbido, conseguenza della differente caratteristica dell’acqua proveniente dal dissalatore.

Animali. A Ventotene un Museo che racconta i misteri della migrazione

Quest’acqua era infatti troppo pura, quasi distillata, e questa caratteristica ha fatto sì che durante il suo passaggio nelle tubature, richiamasse a sé tutti i minerali presenti, riversando nelle case di Ventotene getti ferrosi.

Provocando inoltre una corrosione delle tubature e conseguente perdita di acqua.

Come se questo non fosse già abbastanza, il dissalatore di Ventotene porta con sé anche problemi legati alla salamoia di scarico.

Acqua Latina, gestore del dissalatore, fa sapere che l’acqua viene prelevata  450 mt dal punto in cui si trova il dissalatore e che l’opera di presa è posta ad una profondità di circa 10 mt.

Inoltre, secondo l’azienda, la salamoia di scarto viene rilasciata a largo delle coste per non creare problemi a pesci ed alghe che mal ne tollerano la salinità (10 volte superiore a quella del mare).

Ma dai rilievi del Comune, questo non corrisponde a verità.

Mediterraneo da remare fa tappa a Ventotene

Come spiega il sindaco di Ventotene, Gerardo Santomauro, “la presa dell’acqua è stata realizzata nel porto e la salamoia di scarto viene rilasciata a pochi metri di distanza dal dissalatore, in corrispondenza dei frangiflutti”.

Una situazione che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali.

Non va dimenticato poi che le isole di Ventotene e Santo Stefano dal 1997 fanno parte di un’area naturale marina protetta.

 

 

 

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago