Clima

Venezia, lastre di vetro per proteggere la Basilica San Marco dall’acqua alta

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Venezia. Lastre di vetro trasparente per proteggere la Basilica di San Marco dall’effetto corrosivo dell’acqua alta.

È quanto prevede il progetto, realizzato dall’ufficio tecnico della Procuratoria di San Marco, attualmente allo studio della Sovrintendenza e del Provveditorato alle Acque.

Lo scopo di queste lastre di vetro alte un metro e venti lungo il perimetro della Basilica, è quello di impedire all’acqua alta di entrare dalla Piazza nella chiesa, preservandola così dalla corrosione aggressiva dovuta alla presenza del sale.

Dal 10 al 30 novembre 2019 il nartece della Basilica è rimasto allagato per 250 ore, più del 50% del tempo.

Si tratta di un dato allarmante che ha spinto la Procuratoria a correre ai ripari: “si tratterebbe – ha detto il procuratore Pierpaolo Campostrinidi sostituire i parapetti in ferro che già esistono per tenere lontani i visitatori dalle mura esterne. Abbiamo selezionato anche il tipo di materiale, assieme alla Stazione sperimentale del vetro di Murano. Il progetto è dettagliato e convincente, per noi, e siamo ansiosi di conoscere ora il parere delle istituzioni, per discutere e magari apportare i cambiamenti suggeriti”.

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L’efficacia del progetto starebbe anche nel fatto che, una volta trovata una soluzione definitiva come l’atteso progetto di impermeabilizzazione di tutta la Piazza, le lastre sarebbero facilmente rimovibili.

Il costo dell’intervento sarebbe di tre milioni e mezzo e il tempo di realizzazione di qualche mese.

La barriera di vetro potrebbe essere indispensabile per novembre, mese tipico dell’acqua alta, e servirebbe per essere preparati all’eventuale arrivo di una marea eccezionale, come quella di 187 centimetri del 12 novembre scorso, la seconda più alta della storia.

Quella notte si è rischiato il peggio, ovvero che tutta la cripta di San Marco, dove riposano i patriarchi, venisse completamente allagata, come era successo soltanto una volta con l’alluvione del 4 novembre 1966 con un’acqua alta di 194 centimetri, la più alta mai vista.

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Per capire meglio il senso del progetto dobbiamo tenere presente che piazza San Marco, di fronte alla Basilica, è il punto più basso della città, quindi il primo che inizia a coprirsi di acqua già a 85 centimetri di marea.

C’è un punto però ancora più basso, ovvero il nartece della Basilica che, già con 66 centimetri, inizia a essere allagato.

Per cercare di trovare una soluzione in attesa del Mose, la Procuratoria anni fa ha realizzato un sistema di valvole che protegga il nartece fino agli 85 centimetri.

Tuttavia se l’acqua supera gli 85 centimetri, quindi molto spesso, il nartece con i suoi splendidi mosaici si allaga.

Ormai non si può più aspettare perché le continue acque alte deteriorano le opere, uniche al mondo.

Ora, la proposta della Procuratoria è quella di inserire le lastre nella pavimentazione proprio per evitare che l’acqua alta entri dalla Piazza quando supera gli 85 centimetri e non può più essere regolata dalle valvole.

La procedura è la stessa che ha portato al sistema di protezione attuale del nartece, con paratie e pompe lungo i canali di drenaggio.

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“Si tratterebbe – ha concluso Campostrini – del terzo livello di protezione della città, dopo il Mose per la laguna, le ‘Insulaè per rive e fondamente cittadine e il livello monumentale. Se poi il Mose garantirà la protezione più efficace ed efficiente, le lastre in vetro potranno essere facilmente tolte”.

A breve dovrebbe arrivare il responso degli organi di tutela preposti che potrebbero dare l’ok al progetto.

Per il visitatore non cambierebbe nulla, ma per la Basilica sarebbe una svolta: per la prima volta nella storia potrebbe essere spettatrice delle acque alte e non più vittima.

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