In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Il 26 marzo torna Earth hour, l’ora della terra; 2) Venezia diventa capitale mondiale della sostenibilità; 3) Trasmessa al Mite la lista dei siti idonei per il Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi; 4) Future track, il progetto che punta al riciclo della merce contraffatta

 

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Il 26 marzo torna Earth hour, l’ora della terra: Torna il 26 marzo Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale del WWF che da sempre invita le persone a mobilitarsi per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile per tutti. Anche quest’anno, alle 20,30 locali, in tutti i Paesi del mondo si spegneranno le luci: un gesto simbolico per chiamare all’azione nei confronti dell’emergenza climatica e della perdita di natura. Earth Hour, arrivata alla sua quattordicesima edizione, rappresenta da sempre una mobilitazione che unisce milioni di persone da tutto il mondo in un’unica voce per proteggere il clima e la natura e che oggi, nel difficile momento storico in cui viviamo, acquista ancora maggior forza lanciando un messaggio globale per costruire un futuro di armonia fra gli uomini e con la natura. Quello appena passato è stato un anno allarmante per il clima: gli eventi estremi e le anomalie si sono moltiplicate, giungendo a nuovi record come quello registrato in Canada in estate, con quasi 50°C in alcune località della British Columbia, dopo che l’ONU ha confermato che nel 2020 si sono raggiunti i 38°C in Siberia. La crisi climatica sta causando impatti diffusi e sempre più forti. Numerosi e sempre più coinvolti saranno i testimonial e influencer che parteciperanno attivamente all’evento di spegnimento e al Climate Wall, uno schermo che mostra gli effetti della crisi climatica e permette alle persone di unirsi in tempo reale alla mobilitazione per il loro futuro sul Pianeta.

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2) Venezia diventa capitale mondiale della sostenibilità: Nel luogo più rappresentativo della città, Palazzo Ducale, Venezia si candida a divenire la capitale Mondiale della sostenibilità ambientale. Come tre Dogi moderni, il Ministro Renato Brunetta, il Governatore del Veneto Luca Zaia ed il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, hanno raccontato il percorso che sarà intrapreso in questa direzione attraverso la Fondazione che sarà presieduta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione. L’obiettivo del progetto, non è solo quello straordinario di risolvere i problemi storici di Venezia sul fronte normativo, economico e sociale, ma l’iniziativa nasce con l’ambizione di un respiro nazionale ed europeo in un contesto di grandi e neutralità climatica.

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3) Trasmessa al Mite la lista dei siti idonei per il Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi: La Sogin – la partecipata responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi – ha inviato al Ministero della transizione ecologica la Cnapi, la Carta Nazionale delle Aree Idonee a ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi ed il Parco tecnologico. Si tratta di una mappa aggiornata sulla base degli esiti delle consultazioni con i portatori di interesse di ognuna delle 67 aree individuate come potenzialmente idonee. Per ora però, la lista resta segreta. Prima della sua pubblicazione, infatti, servono una serie di autorizzazioni. Il Ministero della Transizione Ecologica, acquisito il parere tecnico dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), dovrà approvare con proprio decreto la Carta, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Solo allora, la mappa sarà pubblicata sui siti internet di Sogin, dei due Ministeri e dell’ISIN. Il deposito – che dovrà essere costruito entro il 2030 – sarà composto di 90 costruzioni di calcestruzzo armato che conterranno moduli di cemento all’interno dei quali saranno inseriti contenitori di metallo. Tre strati ultra resistenti, dunque, separeranno i rifiuti radioattivi dal mondo esterno. E il tutto sarà sigillato ermeticamente per circa 300 anni. A questo poi sarà affiancato un Parco tecnologico in cui verrà fatta Ricerca e Sviluppo. Il tutto produrrà centinaia di posti di lavoro diretti e migliaia con l’indotto.

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4) Future track, il progetto che punta al riciclo della merce contraffatta: Ogni anno in Italia vengono sequestrate diverse milioni di merci contraffatte – borse, scarpe, abiti di tutti i tipi – che successivamente sono destinate all’incenerimento. Merci, non vendibili sul mercato perché frutto di una frode, ma che sono realizzate con materiali perfettamente riutilizzabili e riciclabili. Da questa consapevolezza nasce il progetto Future Track, voluto dalla start up Ri.Circola e dall’associazione Indicam. Un progetto che si articola in tre fasi:

– uso dell’intelligenza artificiale per creare un database delle merci

– valutare le condizioni delle merci e trasferirle nelle adeguate strutture di riciclo;

– ed infine, sviluppo di piattaforme avanzate, a basso consumo energetico, per il riciclo sostenibile.

Lo scopo finale – si legge nel sito ufficiale del progetto – è di impedire il riutilizzo nel mercato dei beni di consumo contraffatti e la produzione di CO2 e altre emissioni di gas serra risultanti dalla loro distruzione.

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