Venezia, attivisti di Ultima Generazione imbrattano la Basilica di San Marco. Il sindaco: “Ora basta”

La Basilica di San Marco, a Venezia, imbrattata con fango e Nesquik dagli attivisti di Ultima Generazione nell’ennesimo blitz per chiedere al governo lo stop ai combustibili fossili.

“Venezia a breve sarà sott’acqua, non ci sarà più niente di tutto questo. Sarà coperta dal fango e moriremo”. Lo ha detto uno dei sei attivisti di Ultima Generazione che questa mattina hanno imbrattato con Nesquik misto a fango, caricato in due estintori, gli esterni della Basilica di San Marco, a Venezia.

I sei dimostranti sono stati portati via a braccia dalle forze dell’ordine e si trovano nella questura di Venezia.

“Se amate questa città così come l’amiamo noi, chiedete insieme a noi al governo di eliminare i combustibili fossili”. Gli attivisti si sono rivolti ai turisti, traducendo in inglese i loro slogan affinché tutti potessero capire il motivo della loro azione.

“Venezia è condannata, dobbiamo agire ora. Serve un fondo di riparazione”, hanno gridato verso la piazza, reggendo uno striscione che richiamava proprio alla necessità dello stanziamento, in cima alla lista delle priorità di Ultima Generazione. Nelle dimostrazioni fatte in tutt’Italia, infatti, hanno ribadito la richiesta di un fondo preventivo e permanente di 20 miliardi di euro sempre pronti ad essere spesi per ripagare i danni da calamità ed eventi climatici estremi.

Attivisti imbrattano Basilica di San Marco a Venezia, il sindaco Brugnaro: “Ora basta”

Il gesto degli attivisti è stato subito condannato dal sindaco della Serenissima, Luigi Brugnaro, che in un post su X ha espresso il suo sgomento per l’atto vandalico:

“Un gesto gravissimo e vergognoso che condanniamo fermamente!”, scrive Brugnaro. “Ora basta, è legittimo esprimere il proprio dissenso, ma sempre rispettando la legge, il nostro patrimonio culturale e religioso. Sulla difesa dell’ambiente la nostra Città opera con azioni concrete. Non è certo il vandalismo il metodo corretto per trovare soluzioni.”, conclude nel post sui social.

 

“Esprimo la più ferma condanna per l’azione intrapresa poco fa da alcuni attivisti per il clima che hanno imbrattato con del fango l’esterno della Basilica di San Marco, a Venezia, uno dei simboli della cultura, dell’architettura, della fede nel mondo. Quando la protesta, anche la più condivisibile, come la preoccupazione per i cambiamenti climatici, trascende in azioni come queste, che deturpano e danneggiano, anche solo temporaneamente, un’opera d’arte dal valore immenso per la comunità veneziana e non solo, non può che essere fermamente biasimata”. Queste le parole del presidente della regione Veneto Luca Zaia a proposito del blitz degli attivisti.

Greenpeace esprime solidarietà agli attivisti: “La protesta nonviolenta non è un crimine!”

Solo due giorni fa, un gruppo di attivisti sempre di Greenpeace, aveva scalato il palazzo dell’Eni sempre per richiamare l’attenzione sulla crisi climatica e sulle emissioni causate dalle compagnie petrolifere. L’Ong ambientalista Greenpeace ha espresso la sua solidarietà al gruppo, pubblicando un post su X e sottolineando che: “La protesta nonviolenta non è un crimine!”