Territorio

Veneto avvelenato, 12kg di pesticidi per ettaro. La media nazionale è di 5kg

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Pesticidi. Primato del Veneto per l’uso di pesticidi: 12 kg per ettaro, a fronte di una media nazionale di 5kg. Lo ha reso noto Manlio Masucci,referente di Navdanya International, l’organizzazione fondata dall’attivista indiana Vandana Shiva, nel corso di una conferenza stampa alla Camera. ‘Rivendicare il diritto di non definire il Veneto come terra degli Pfas o del prosecco avvelenato’, e dire che ‘c’è qualcosa di diverso che è già realtà’, così la deputata 5Stelle Sara Cunial, della Commissione agricoltura, promotrice della conferenza. Presenti anche le associazioni del Coordinamento Coltiviamo il futuro, che  presentano 6.700 firme per il diritto alla salute.

La deputata 5 Stelle Sara Cunial, della Commissione agricoltura, ha convocato una conferenza stampa alla Camera, invitando Navdanya International , organizzazione fondata dall’ambientalista e attivista indiana Vandana Shiva, promotrice di un nuovo paradigma agricolo ed economico, e il Coordinamento ColtiviAMO Futuro GAPM – Grappa, Asolo, Piave, Montello, formato da associazioni che si battono contro i problemi connessi all’inquinamento dell’area.

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Obiettivo della Conferenza era descrivere la situazione del Veneto, e dare l’occasione a ColtiviAMO Futuro di presentare una petizione per il rispetto del diritto alla salute.
Il Veneto è protagonista di un “modello industriale che – ha sottolineato la deputata 5Stelle – ha visto arricchirsi il Nord Est del Paese a danno di molti – secondo noi – e beneficio probabilmente di pochi”. Un modello agricolo e industriale che “sta iniziando a far scontare ai cittadini questo tipo di arricchimento rapido”. Ad essere leso sarebbe il diritto di autodeterminazione dei singoli e delle comunità. “Paradossalmente  in  una delle regioni dove si parla più di autonomia, la capacità e la possibilità di autodeterminarsi dei singoli individui ma soprattutto  e delle comunità viene a mancare e questo è un diritto che rivendichiamo”.
Diritto di autodeterminazione dunque, ma non solo: “rivendichiamo – ha affermato Sara Cunial – il diritto e la possibilità di non definire il nostro Veneto, come la terra degli Pfas o del prosecco avvelenato o la terra del consumo di suolo con un livello più alto di tutta la nazione”.

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Il problema degli Pfas, i composti perfluoroalchilici usati per decenni come impermeabilizzanti e come antimacchia per pellami, che contaminano le acque del Veneto centrale, così come quello dell’inquinamento dovuto al cementificio Pederobba e il problema della monocoltura destinata al prosecco, sono solo alcune delle questioni complesse e stringenti che interessano la regione. Tra queste c’è anche l’uso massiccio di pesticidi. Come ha chiarito infatti Manlio Masucci, referente di Navdanya International per Roma: “il Veneto ha i livelli più alti di consumi di pesticidi di tutt’Italia, quasi 12kg per ettaro contro una media italiana di 5 chili”.

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La rappresentanza delle associazioni aderenti al Coordinamento ColitviAMO Futuro GAPM, presente alla conferenza stampa, ha presentato le 6.700 firme raccolte per una petizione, per ottenere il rispetto un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione: quello alla salute, “in base anche – ha osservato Masucci – a un altro principio importante che è quello di precauzione”.

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Nella zona continuano ad essere piantati vigneti per la produzione del prosecco. “Vogliamo che la monocoltura sia considerata consumo del suolo; che vengano introdotti indici di salubrità del suolo; norme ambientali che vincolino l’attuazione del Pan (Piano d’azione nazionale) a livello locale e che il Ministero della salute non conceda più deroghe per l’uso di sostanze dichiaratamente cancerogene”, così Andrea Lovisetto, di ColtiviAMO Futuro.

Come ha sottolineato la deputata: “siamo qui per denunciare un sistema un modello ma soprattutto per dire che c’è qualcosa di possibile, di diverso, è già realtà ed è a che  il nostro futuro.

 

 

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