Roma e Dintorni

Vaticano, auto ibride, colture bio e domotica: arriva la svolta green

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Dopo la decisione di eliminare entro l’anno la plastica monouso, arrivano in Vaticano vetture elettriche e ibride, colture biologiche e un impianto di irrigazione che abbatte gli sprechi. Una vera svolta “green” ispirata all’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco.

Predicare bene e razzolare meglio. Rinnovo del parco macchine con vetture elettriche e ibride, colture biologiche e un impianto di irrigazione che abbatte gli sprechi, riciclo delle acque delle fontane, risparmio energetico tramite l’installazione di pannelli solari e l’adozione di impianti con apparati a led e sensori crepuscolari di illuminazione, sostituzione degli impianti di condizionamento che utilizzano i gas derivati dai clorofluorocarburi e raccolta differenziata: è la svolta “green” del Vaticano, ispirata all’enciclica “Laudato si‘” di Papa Francesco.

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Il Governatorato ha soprattutto adeguato, o lo sta facendo, le varie aree di competenza in cui è diviso, ai principi dell’enciclica dedicata alla cura e al rispetto della casa comune“, spiega in una intervista all’Osservatore Romano il vescovo Fernando Vérgez Alzaga, segretario generale del “municipio” dello Stato pontificio. “Per esempio, un settore in cui abbiamo applicato questi principi è quello dell’attività agricola dello Stato della Città del Vaticano, che si svolge esclusivamente attraverso la Direzione delle Ville pontificie. Nella zona extraterritoriale di Castel Gandolfo la coltura di un vigneto e di un uliveto viene eseguita con tecniche non invasive che rispettano la terra a garanzia di un’elevata qualità del prodotto finale. Procedure e prodotti utilizzati rientrano nei canoni dell’agricoltura sostenibile. Lo stesso accade per la fattoria che gestisce una piccola varietà di animali da allevamento“.

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Altro progetto “bio” è il nuovo impianto di irrigazione dei Giardini vaticani che ha permesso di modernizzare la rete idrica inserendo nuove tecniche di gestione, ottenendo un risparmio di acqua e un più adeguato dosaggio a seconda del tipo di coltura. E sempre per quanto riguarda l’acqua, “abbiamo provveduto a un’attenta riduzione dello spreco con l’uso razionale mediante l’installazione di circuiti chiusi per il riciclo delle acque destinate alle fontane dei Giardini vaticani“, spiega il monsignore, ed inoltre “è prevista, entro l’anno, la riqualificazione della rete di distribuzione di irrigazione e dell’antincendio. Un altro passo verso un uso oculato è stato quello compiuto già dal 2016 nella mensa di servizio dei dipendenti del Governatorato. E’ stato infatti adottato un sistema di erogazione attraverso distributori grazie ai quali il dipendente si serve da solo e prende direttamente le bevande con il proprio bicchiere, diminuendo così drasticamente gli sprechi“.

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E’ già in funzione la raccolta differenziata effettuata in tutte le Direzioni e gli Uffici, che precede lo smaltimento differenziato dei rifiuti, sia “normali” (organico, plastica, carta e materiali ferrosi) sia “speciali/pericolosi” (oli esausti, pneumatici, metalli, plastica, batterie, rifiuti ospedalieri). Quanto al risparmio energetico, “abbiamo già fatto passi avanti nel sistema di illuminazione, e questo ci ha permesso di ridurre notevolmente i consumi“, racconta al giornale diretto da Andrea Monda il vescovo Fernando Vérgez Alzaga.

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Basti ricordare la nuova illuminazione della volta della Cappella Sistina che consente una riduzione di circa il 60 per cento dei costi energetici e delle emissioni di gas serra e un rallentamento considerevole dell’invecchiamento degli affreschi. Un altro progetto già avviato riguarda la nuova illuminazione di piazza San Pietro e del colonnato del Bernini che permette un risparmio di energia compreso tra il 70 e l’80 per cento. Ma anche l’intervento dentro la basilica Vaticana ha consentito una sensibile rivalutazione visiva delle superfici artistiche delle volte e una minore spesa compresa tra il 70 e l’80 per cento“.

 

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