Valore Natura, Marevivo e Wwf insieme per la tutela delle Aree Protette

“Ci serve oggi confrontarci con i ministri dell’ambiente e del mare per sviluppare queste aree marine protette”, Rosalba Giugni, presidente Marevivo. 

Valore Natura”, un incontro promosso dalle associazioni Marevivo e WWF Italia sui temi riguardanti il ruolo delle Aree Protette, dando voce alle Istituzioni che sono protagoniste di questa sfida e a cui le Associazioni hanno chiesto di illustrare quello che in concreto si sta facendo per perseguirla in modo corretto.

L’Unione Europea ha varato una strategia per arrivare entro il 2030 al 30% di territori e mare protetti, ma il 90% degli italiani non ne è a conoscenza. La Strategia europea per la Biodiversità continua ad essere, quindi, un oggetto misterioso per l’opinione pubblica italiana.

Questo 30% serve a sensibilizzare rispetto al resto“, ha affermato nel corso dell’incontro Valore Natura il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Picchetto Fratin.

“Parliamo del mare da 40 anni e siamo stati i primi a dare un aiuto alla prima area marina protetta che è stata Ustica e da allora non ci siamo fermati mai.spiega a TeleAmbiente la presidente di Marevivo, Rosalba GiugniAttualmente ce ne sono 29, due parchi sommersi archeologici e il Santuario dei Cetacei. Sembrerebbe, su carta, che non siamo messi male. Ma invece la gestione di questi posti è molto farraginosa, pochissimi sono i fondi. Per questo ci serve oggi confrontarci con i ministri dell’ambiente e del mare per sviluppare queste aree marine protette”.

“Il ministro Picchetto Fratin oggi si è impegnato pubblicamente nell’avviare un confronto interministeriale per avviare e dare valore al cambio costituzionale. Dall’anno scorso abbiamo due articoli costituzionali proprio per dar valore all’ambiente.afferma ai microfoni di TeleAmbiente Luciano Di Tizio, presidente Wwf ItaliaBisogna adesso che queste modifiche formali prendano sostanza. 8 italiani su 10 dicono che Stato e Regioni devono fare di più anche in termine di investimento per tutelare il territorio e il mare”.

“La parte aree marine protette è fondamentale perché dove è stato fatto il mare si è rigenerato. Per esempio, gli impianti eolici offshore devono essere occasioni per quelle aree affinché si allarghi l’area di protezione e diventino interdette ad attività che possono danneggiare il mondo marino”, afferma Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde. 

Tra le richieste mosse nel corso dell’incontro, alla presenza dei Ministri dell’Ambiente e del Mare, quella di rendere attuativi i decreti della legge Salvamare, dopo che ci voluti 4 anni per ottenerla, per rendere tale legge operativa.

“E’ questa la sfida sulla quale ho stimolato il ministro. Lo mettiamo subito alla prova, dalle parole ai fatti, e questo sarebbe un fatto importantissimo”, afferma la presidente Giugni.