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Valle del Sacco, appello del M5S: “Regione firmi subito l’accordo con il Ministero”

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Valle del Sacco. Seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio per discutere dell’emergenza ambientale nella Valle del Sacco.

Il tema, è stato presentato dai consiglieri regionali delle opposizioni, firmatari della richiesta di seduta straordinaria.

“L’obiettivo – ha spiegato Giancarlo Righini (FdI) – è quello di cercare di accelerare, semplificare e fornire risposte a un territorio che ne ha grande bisogno. Abbiamo appreso delle importanti e ingenti risorse stanziate per affrontare questa emergenza, riteniamo che sia ora di concretizzare tutto questo lavoro”.

Da Righini è arrivata anche la richiesta di una moratoria rispetto alla possibilità di avviare nuovi insediamenti produttivi nella Valle del Sacco “finché questa situazione non tornerà a dei valori accettabili”.

Il capogruppo della Lega, Orlando Angelo, ha parlato di “un problema molto importante, che oltre all’inquinamento, crea gravissimi problemi di salute”.

Per Valerio Novelli, presidente pentastellato della Commissione Agricoltura e Ambiente “quando si parla di ambiente, non c’è colore che tenga, è ora di dare delle risposte ai cittadini di quel territorio che da troppi anni subisce degli sfregi ambientali”.

Per questo – ha sottolineato Novelli – “anche il Consiglio regionale deve essere a fianco alla Giunta e al Ministero per dare un segnale forte e soprattutto di compattezza, perché il nostro dovere è quello di tutelare l’ambiente: noi dobbiamo salvaguardare questo ambiente non tanto per noi, ma per coloro che arriveranno successivamente”.

La Giunta regionale è intervenuta sulla questione con quattro assessori, ciascuno con riferimento alle proprie deleghe.

Il primo a intervenire è stato Massimiliano Valeriani, titolare della delega ai rifiuti, che ha subito informato che nei prossimi giorni verrà firmato l’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’ambiente, con cui l’amministrazione regionale diventerà il soggetto gestore dei fondi disponibili, attuatore di tutti gli interventi per la caratterizzazione, la messa in sicurezza, le analisi del rischio e la bonifica della Valle del fiume Sacco.

“Attraverso questo strumento – ha spiegato Valeriani – sarà finalmente possibile mettere a sistema tutte le risorse ancora disponibili, circa 40 milioni di euro, così da portare a termine le varie misure pianificate per il risanamento ambientale del sito di interesse nazionale”.

Sul piano degli incentivi destinati alle imprese che investono in quel territorio, l’assessore allo Sviluppo economico, Gian Paolo Manzella ha detto che sono stati stanziati 10 milioni di euro di risorse statali previste dalla legge 181.

“L’avviso – ha detto Manzella – è stato pubblicato il 24 gennaio ed è aperto alle imprese interessate fino al 30 aprile del 2019.

Dei risultati delle analisi sulla qualità dell’aria nella zona, ne ha parlato l’assessore all’agricoltura e all’ambiente, Enrica Onorati.

“La verifica che io ho a disposizione per l’anno 2018 – ha detto Onorati – ci ha portato a evidenziare come ci siano delle criticità per la Valle del Sacco, sia sui parametri relativi in particolare al PM10 che su quelli del NO2 (biossido d’azoto).

“Il numero dei superamenti del limite giornaliero – ha aggiunto Onorati – risulta superiore al valore consentito dalla norma nelle postazioni soprattutto di Cassino, Ceccano, Colleferro, e Frosinone Scalo. Per il biossido d’azoto, il superamento registrato è per Frosinone Scalo”.

Intervenuto anche l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che ha illustrato le iniziative messe in campo dalla Regione in tema di salute pubblica per il territorio della Valle del Sacco, citando tutti gli indicatori pubblicati di recente sul sito “Stato salute Lazio” sulla popolazione residente nella zona e aggiungendo che recentemente è stato attivato un programma “che prevede campagne periodiche della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attraverso il monitoraggio biologico di vari inquinanti organici, oltre a controlli di salute periodici di natura biennale”.

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Il dibattito è proseguito poi con numerosi interventi di consiglieri di tutti i gruppi consiliari e si è concluso con l’approvazione di due ordini del giorno, uno presentato dal centro sinistra e uno dal centro destra.

Respinto invece quello presentato dal Movimento 5 stelle.

 

Con il primo documento, il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a predisporre:

– una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate;

– promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti;

– a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale.

 

L’ordine del giorno proposto dai consiglieri del centro destra impegna invece Presidente e Giunta regionale a:

  • istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”;
  • ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco”.

 

Il Gruppo del Movimento 5 stelle, una volta bocciato il proprio ordine del giorno, ha chiesto alla Regione Lazio di firmare subito l’accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente, di aggiornare i Piani di Bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano, di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti.

Infine, di finanziare tutte le azioni necessarie ad una fattiva risoluzione dell’emergenza ambientale della Valle del Sacco attraverso l’utilizzo delle risorse già stanziate ed individuando apposite procedure costantemente verificabili.

“Il prossimo 7 marzo – si legge in una nota i consiglieri regionali M5s del Lazio – con la firma dell’accordo con il Ministero, la Regione si potrà finalmente ergere a protagonista, diventando responsabile unico dell’attuazione. Dunque i 17 progetti presentati passeranno dalla Pisana e qui noi dovremo essere bravi a dare risposte al territorio”.

“Anche la Asl di Frosinone ha le sue responsabilità – commenta il consigliere 5 stelle, Loreto Marcelli – per l’inefficienza degli atti di sua competenza, per il disinteresse dimostrato nell’attivare il registro tumori e per l’imbarazzante decisione presa sul presidio ospedaliero di Anagni, drammaticamente depotenziato. Inoltre non è stato mai avviato alcuno studio epidemiologico per verificare gli effetti dell’inquinamento sulla salute delle comunità locali, nonostante la Regione Lazio abbia finanziato l’iniziativa nei bilanci regionali 2017 e 2018”.

 

 

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