Roma

Valle Galeria, manifestazione dei cittadini contro la nuova discarica di Roma

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Gli abitanti di Valle Galeria non mollano. Sabato 11 gennaio indetta la manifestazione cittadina contro la nuova discarica di Roma “Malagrotta 2”, nella zona di Monte Carnevale.

Dopo una lunga attesa la Giunta capitolina ha deliberato che Roma indicherà come sito per lo smaltimento dei rifiuti nel territorio del Comune l’area di Monte Carnevale, nel Municipio XI. La nuova discarica di Roma, quindi, sarà a meno di 3 km da quella di Malagrotta, chiusa nel 2013 dalla Giunta di centrosinistra guidata da Ignazio Marino.

La decisione sulla discarica, ormai nota come “Malagrotta 2″, ha scatenato polemiche su tutti i fronti. Tra i primi a commentare negativamente sia stato proprio un cinquestelle, il deputato romano, Stefano Vignaroli, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle Attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Scelta inaccettabile – si legge sulla pagina Facebook del deputato – È una scelta vergognosa nei confronti di un’area già devastata e mai adeguatamente bonificata, visto che alla chiusura di Malagrotta non è seguito alcun intervento di risanamento ambientale, e una presa in giro nei confronti di chi per anni ha lottato tenacemente in difesa di un territorio devastato“, rincara la dose.

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Anche il candidato alla Presidenza del Municipio XI, Gianluca Lanzi: “È una scelta inaccettabile e noi daremo fin da subito battaglia, abbiamo sempre difeso il nostro territorio e continueremo a farlo”.

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La protesta rovente dei territori laziali sui quali sversare i rifiuti corre da nord a sud del Lazio, da mesi tenuti in stato di allarme dagli organi politici della Regione Lazio e del Comune di Roma, uno contro l’altro in un simulato scontro di logoramento.

La tensione è salita a fine anno e coinvolge migliaia di cittadini a seguito dell’intesa politico-istituzionale tra la Pisana e il Campidoglio, che si è chiusa sull’individuazione di una nuova discarica permanente per la Capitale nel proprio ambito territoriale a chiusura del ciclo dei rifiuti.

L’intesa, frutto di un tormentato compromesso, ha visto la pressione della Regione Lazio sul Comune di Roma e quest’ultimo rinviare ad oltranza le sue decisioni.

In un contesto sempre in continua evoluzione si assume per certa la data del 16 gennaio, termine ultimo per i conferimenti presso la discarica di colle Fagiolara, nel Comune di Colleferro, in provincia di Roma, dove finora sono stati riversati tonnellate di rifiuti, tra i quali quelli prodotti da Roma e provincia.

I territori sono tornati a parlarsi, anche quelli più distanti, e hanno fatto muro contro il tentativo di metterli in lotta tra loro, respingendo la manovra. In anni di esperienze sul campo sono maturate nuove consapevolezze, si è consolidata la capacità di resistere e di fare rete.

Nascono da questo patrimonio di battaglie le manifestazioni di dissenso che proseguono in questo inizio d’anno e che vedono idealmente unite Sabato 11 gennaio 2020, la valle Galeria e la valle del Sacco. 

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Nella stessa mattina, a Colleferro e a Roma, sono state indette due manifestazioni: unire la battaglia di due territori tra i più devastati per essere più forti e compatti nel far sentire la voce dei cittadini, una protesta che ha come radice comune il piano rifiuti regionale.

Sabato 11 gennaio Cittadini e Comitati scendono in strada per difendere il proprio territorio, la salute di tutti e di chi verrà dopo di loro, per denunciare l’ennesimo sopruso della politica che un giorno promette e l’altro rinnega.

Oggi finalmente si conosce il motivo per il quale la valle del Sacco e la valle Galeria non sono state bonificate, risanate e tutelate: per essere di nuovo scelte come siti per lo smaltimento dei rifiuti.

Il criterio preferenziale del piano rifiuti per la localizzazione di nuovi impianti è, guarda caso, la sussistenza di un’area di bonificare e quindi già compromessa dal punto di vista sanitario-ambientale. Chi muore deve continuare a morire.

La presenza, nella stessa area, di impianti esistenti doveva essere invece motivo escludente per non autorizzare altri impianti inquinanti e per avviare la riqualificazione. Ma così non è.

L’accordo stretto con la Regione e il Comune di Roma non ha nulla di virtuoso. Si è rivelato un cavallo di Troia e ha portato a individuare in monte Carnevale, nella valle Galeria, devastata da un pesantissimo inquinamento ambientale di varia natura, a cominciare dalla famigerata Malagrotta, la nuova discarica definitiva di Roma Capitale, ancora prima dell’approvazione del piano rifiuti regionale. Mentre nella valle Galeria si sta decidendo di aprire la nuova discarica di Roma, nella valle del Sacco si promette di chiudere colle Fagiolara, che è stata finora la discarica di Roma e provincia. Sarebbe una buona notizia, ma si temono “furbate” da parte delle Amministrazioni pubbliche, che finora non hanno compiuto un solo passaggio amministrativo in Giunta regionale e in Conferenza di servizi. Perché il disegno del piano rifiuti regionale è quello di trasformare Colleferro nel polo regionale della monnezza, con l’apertura di un mega impianto per il trattamento dei rifiuti.

I cittadini non hanno gettato la spugna e rivolgono un appello alla partecipazione sabato 11 gennaio affinché il destino dei territori sia deciso ascoltando la loro voce!

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