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Valle del Sacco il grido di aiuto di una mamma: “Basta essere avvelenati”

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“Mi sono ammalata nonostante conducessi una vita sanissima”, la testimonianza di una mamma e il suo grido di aiuto che chiama a raccolta un gruppo di genitori per dar vita ad un comitato “No inquinamento Valle del Sacco”, un’area compresa tra il nord della provincia di Frosinone ed il sud di quella di Roma.

Sono una madre di 39 anni, di un meraviglioso bimbo di 3. Ho scoperto di avere il cancro quando lui aveva solo otto mesi… penso si possa immaginare, come un evento del genere abbia potuto stravolgere la vita di una famiglia!”.

Questo il grido di aiuto che ha chiamato a raccolta un gruppo di genitori della Valle del fiume Sacco, un’area del Lazio particolarmente colpita da sversamenti e contaminazioni nella quale già nel 2005 venne dichiarato lo stato di emergenza ambientale.

“Sono nata e cresciuta in Ciociaria, terra bellissima ma altrettanto maledetta. La definisco così perché questo territorio è un Sin (Sito di interesse nazionale), per via dell’inquinamento che negli anni è stato perpetrato avvelenandola. – continua la mamma di 39 anni– Mi sono ammalata nonostante conducessi una vita sanissima: no fumo, no alcool, sport e cibo sano, e, come dichiarato da diversi medici, la causa della mia malattia è da ricercare nei ‘fattori ambientali’ in quanto ad essi verosimilmente correlata. Ho fatto ben tre test genetici, per scongiurare che non fossi mutata geneticamente, poiché in famiglia mai nessuno prima di me aveva avuto lo stesso mio problema”.

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“Alla luce di questa esperienza e per evitare che possa succedere ad altri, specialmente a persone molto giovani, di ammalarsi per ‘fattori ambientali’, abbiamo deciso di lanciare un appello per costituire un comitato di genitori, si legge nella nota. “Un comitato che unisca padri e madri preoccupati del futuro dei propri figli e che hanno il diritto di vederli crescere in un ‘Ambiente sano. Purtroppo siamo nella Valle del Sacco ed i peggiori ‘fattori ambientali’ ci sono tutti. Acqua: il fiume carico di veleni; terra: discariche e sversamenti; aria: polveri sottili a livelli intollerabili. Ora, come se l’inquinamento esistente non fosse sufficiente, progettano i biodigestori, impianti tristemente famosi per la ‘puzza’ e l’inquinamento dell’aria. Montagne di immondizia disseminate nella Valle del Sacco, a fermentare, ad emettere esalazioni maleodoranti e nocive, come se non bastassero tutte le gravi malattie già presenti nella nostra Valle. Oltre ai tanti inquinanti già presenti, se ne aggiungeranno altri nuovi che aumenteranno malattie e morti. Come genitori non possiamo assistere inermi a questo scempio. Non possiamo far finta di non vedere e di non capire, troppo evidente il numero di malattie presenti, basta guardarsi intorno”.

Alcune testimonianze raccolte in un video pubblicato sulla pagina Facebook Comitato NO biodigestori a Frosinone – Valle del Sacco

“Un Comitato di genitori perché –  continua la nota-  i fattori inquinanti presenti sul territorio, già insostenibili, con l’apertura di un biodigestore andrebbero ad amplificarsi in maniera esponenziale. Perché la Valle del Sacco non è adatta ad ospitare impianti di questo genere. Perché di schifo ce n’è già abbastanza. Perché desideriamo crescere i nostri figli, senza doverci preoccupare di malattie serie e gravi legate agli inquinanti dell’aria, della terra e dell’acqua. I cosiddetti ‘fattori ambientali’ che hanno stravolto la mia esistenza di giovane madre e di chissà quante altre”, conclude il comitato genitori “No inquinamento Valle del Sacco”.

 

Oggi l’evento online per lanciare il Comitato di genitori “No inquinamento Valle del Sacco”

Via alla bonifica della Valle del Sacco, Costa e Zingaretti visitano il cantiere

Intanto in un post sulla pagina Facebook del Mite (Ministero della Transizione Ecologica) si legge: “E’ stato integrato l’accordo di programma per il SIN della Valle del Sacco”.  Continua: “Grazie a un lavoro di anni sul territorio e con il territorio siamo arrivati a definire un accordo di programma tra il Ministero e la Regione Lazio che ha dato il via ai lavori di bonifica. Oggi questo accordo viene modificato e rimodulato per rendere ancora più efficaci gli interventi e le modalità di programmazione, aggiungendo anche risorse per interventi ulteriori rispetto a quelli programmati. Questo passaggio ha destinato oltre 10 milioni di euro per molteplici attività, come la messa in sicurezza della discarica di Frosinone o il potenziamento delle indagini epidemiologiche nel territorio”.

In Italia ad oggi sono presenti 42 SIN (Siti di Interesse Nazionale), “territori sofferenti su cui lo stato sta lavorando per la loro bonifica. Sono ferite aperte del nostro Paese. Zone che spesso piangono vittime e che hanno dato troppo. Come Ministero della Transizione Ecologica stiamo lavorando senza sosta per dare un nuovo volto e una nuova vita a questi territori“, si legge.

 

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