Roma e Dintorni

Via alla bonifica della Valle del Sacco, Costa e Zingaretti visitano il cantiere

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Dopo anni di battaglie legali e manifestazioni, vengono finalmente inaugurati i cantieri per la bonifica della Valle del Sacco, l’area compresa tra il nord della provincia di Frosinone ed il sud di quella di Roma. Un bonifica attesa da oltre 15 anni.

“Mi piace che per la Valle del Sacco la Regione, un privato e il ministero siano uniti da un percorso
assieme. Abbiamo messo al centro il benessere dei cittadini – ha detto il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – quando abbiamo firmato l’accordo di programma per la bonifica di Valle Sacco, che era attesa da vent’anni, significava proprio fare questo percorso. Oggi è il primo step, e il 12 marzo è ‘ieri’, è molto vicino rispetto ai decenni precedenti”.

“La prima cosa che ci siamo detti quando negoziammo l’accordo, e ricordiamo che il governo era diverso – ha aggiunto Costa – era mettere al centro non i colori ma il territorio. Ci dicemmo: dobbiamo fare presto. Abbiamo stilato delle linee guida per semplificare. Semplificare non è semplicismo: abbiamo indicato gli obiettivi e siamo partiti. Qui ci sono dei finanziamenti, sono emerse delle necessità, e nei prossimi giorni ci sarà una riunione sull’argomento. Stiamo sul pezzo. Questo è il modo di amministrare per i cittadini”.

Costa ha infine ricordato che “nel decreto legge del riordino dei ministeri ho chiesto e ottenuto che l’Ambiente dovesse avere una direzione generale vocata alle bonifiche. Oggi non è così. L’ho ottenuta, e decollera dal 1 gennaio. Oggi le bonifiche sono un fronte in Italia. C’e’ tanto lavoro. Li si conquista la fiducia dei cittadini. Noi siamo servitori dello Stato, dobbiamo fare presto e bene. Io con ‘mano militare‘ mi sono messo lì. Potevo restare a fare il generale dei Carabinieri, lo stipendio è uguale… ma una cosa che mi piace del ‘Conte 2′ e’ che sul campo ambientale possiamo servire il cittadino”.

Valle del Sacco, Costa e Zingaretti firmano l’accordo per la bonifica

“Oggi si sta voltando pagina – ha aggiunto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – vista la dimensione dell’area e la valenza storica di questo sito, e vista la ferita nella cultura del Paese rappresentata dall’avere qui il terzo sito più inquinato d’Italia, oggi è una giornata storica perché si volta pagina e si entra nel merito di una fase in cui dovremmo lavorare per ricucire la ferita con i territori”.

La Valle del Sacco – ha spiegato Zingaretti – è un sito in cui “non bisogna solo bonificare ma dare a questa zona una nuova vocazione produttiva che valorizzi anche la bellezza ambientale del territorio. Oltre questa fase scientifica di risanamento e bonifica dobbiamo pensare insieme a una fase in cui accanto ai controlli ci sia la creatività per far nascere in questo luogo nuove opportunità”.

“Mi auguro – ha sottolineato infine – che attraverso quanto sta avvenendo e quanto avverrà nei prossimi giorni arrivi nelle case degli italiani come un messaggio di fiducia e speranza: non e’ vero che le cose non cambiano mai perché si apre una nuova pagina della storia di questo territorio e diamo un buon esempio al Paese sul fatto che le cose possono cambiare in meglio. La bonifica non sia solo una bonifica ma il primo tassello di rinascita di questa parte bellissima del Lazio”.

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La storia della Valle del Sacco:

La storia della Valle del Sacco è iniziata nel 2005 con il ritrovamento di oltre 20 bovini morti ai bordi del Rio Santa Maria, tra i comuni di Colleferro ed Anagni.

Gli ispettori della Asl trovarono nel latte e nelle acque del sottosuolo, tracce di beta-HCH, un sottoprodotto del pesticida lindano vietato dal 1978 e pericolosissimo per la salute che causa seri problemi a livello neurologico, cardiocircolatorio, endocrino, immunitario, riproduttivo e renale.

La zona venne delimitata e inserita nel Sin per essere bonificata al più presto.

Il via libera alla bonifica, è arrivato solo il 7 marzo scorso, quando il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, firmarono un accordo di programma da 53 milioni di euro in quattro anni per la bonifica della zona.

Ma non è tutto, finalmente i responsabili dell’inquinamento della Valle del Sacco potrebbe avere nome e cognome.

Il Pubblico Ministero, Luigi Paoletti, ha chiesto al Tribunale di Velletri di condannare i vertici dell’azienda Caffaro a 2 anni di reclusione per disastro ambientale innominato e un risarcimento danni per 26 milioni di euro.

Nell’udienza celebrata ieri al Tribunale di Velletri il Pubblico Ministero ha consegnato una lunga requisitoria sull’origine dell’inquinamento da betaesaclorocicloesano, un derivato dello scarto di produzione del Lindano, altamente tossico e presente tutt’ora nei terreni che attendono la bonifica, e in più di 600 persone della Valle del Sacco sottoposte a programmi di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica.

A rischiare il carcere sono:

Carlo Gentile (legale rappresentante della Caffaro srl di Colleferro),

Giovanni Paravani (responsabile tecnico del consorzio Servizi Colleferro),

Renzo Crosariol (responsabile depurazione delle acque)

Giuseppe Zulli (Ex direttore della centrale del latte di Roma).

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