Anche Valentino dice definitivamente addio alle pellicce. Il celebre marchio di alta moda ha annunciato in questi giorni la scelta di voler diventare fur free e si è impegnato, a partire dal 2022, ad eliminare le pellicce dalle proprie collezioni.

“La scelta fur-free è perfettamente allineata ai valori della nostra azienda – dichiara Jacopo Venturini, CEO di Valentino – stiamo avanzando velocemente nella ricerca di materiali differenti e in ottica di una maggiore attenzione all’ambiente per le collezioni dei prossimi anni. La visione estetica del nostro direttore creativo, unita allo spirito artigianale di lavorazione ed eccellenza nell’esecuzione, si armonizza perfettamente con le nuove tecnologie e gli obiettivi futuri”.

Entro la fine del 2021, il marchio di alta moda abbandonerà anche Valentino Polar, la filiale milanese che si occupa delle pellicce.

La scelta di diventare fur free fa sia parte di un piano più ampio per diventare un marchio di lusso più attento all’ambiente sia parte di una strategia di marketing per allinearsi ad una haute couture attenta all’animal friendly.

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Nel 2019 infatti si è tenuta a Los Angeles la prima Vegan Fashion Week della storia dal titolo “Cruelty-free is the new luxury”.

Il nuovo trend, seguito sia dai più grandi stilisti del mondo sia dalle case di moda del ‘fast fashion’, bandisce lo sfruttamento animale per rispondere alle richieste di un mercato sempre più attento alla questione etica.

Tra le case che hanno bandito le pellicce troviamo Armani, Michael Kors, Stella McCartney, Prada, Gucci, Versace e Jimmy Choo, mentre tra le aziende della moda “fast” troviamo Zara, Mango, H&M, The North Face, Asos e l’italiana OVS.

Ma la rivoluzione animalista non si ferma alle pellicce, si punta infatti a sostituire il cuoio: uno dei materiali più inquinanti impiegati nell’industria tessile.

Tantissime le alternative vegan e sostenibili e sono già molti i marchi che impiegano alternative al cuoio nelle proprie creazioni.

Tra i più innovativi troviamo la “pelle di cactus“, definita durante la Vegan Fashion Week 2021 come una delle creazioni più ricercate per sostituire il cuoio di origine animale.

Il nuovo materiale, chiamato “Desserto”, si ottiene lavorando le foglie del cactus Nopal, tipico del Messico.

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Nonostante però sempre più aziende di moda scelgono di non utilizzare più pellicce, non smettono di esistere gli allevamenti di animali soprattutto di visoni, uccisi proprio per la loro pelliccia.

Un problema che coinvolge anche la salute pubblica e la pandemia da Coronavirus in corso ne è la prova: gli allevamenti infatti sono spesso luoghi di focolai del virus.

Recenti studi hanno dimostrato che visoni e uomini si possono contagiare a vicenda e che questi animali possano infettare l’essere umano con una forma mutata di virus.

Una scoperta che ha portato agli abbattimenti a scopo precauzionale di questa specie: migliaia di esemplari, anche sani, sono stati uccisi per il timore di un possibile contagio.

 

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