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“Non è contagioso come il Covid e la malattia è nota. Ci sono terapie efficaci”, rassicurano tutti gli esperti.

Vaiolo delle scimmie, un nuovo caso in Italia: si tratta di un 32enne rientrato da una vacanza alle Canarie e ricoverato ora all’ospedale di Arezzo. I sintomi sono gli stessi degli altri tre pazienti ricoverati a Roma e l’uomo ha iniziato a manifestarli subito dopo essere rientrato in Italia. Le sue condizioni di salute sono buone. Gli esperti sanitari, comunque, tranquillizzano la popolazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul vaiolo delle scimmie.

Vaiolo delle scimmie, Pregliasco: “No allarmismi”

In questo momento è bene informare le persone senza generare allarmismi. Il vaiolo delle scimmie è una malattia nota, con delle terapie efficaci e che generalmente si esaurisce in 14-21 giorni“, ha rassicurato Fabrizio Pregliasco. Il virologo della Statale di Milano ha spiegato: “Questa malattia si trasmette non solo con il sesso, ma anche con i fluidi e con il liquido che fuoriesce dalle pustole caratteristiche“. E sui rischi, il professor Pregliasco ha dichiarato a Leggo: “In genere non è molto contagiosa da uomo a uomo, dobbiamo capire se sta cambiando la sua capacità di diffusione. La popolazione immunizzata contro il vaiolo è in generale protetta, per i più giovani è possibile sia far partire una campagna di vaccinazione contro il vaiolo ‘classico’, sia attendere la produzione di un vaccino, già esistente, specifico contro il vaiolo delle scimmie“.

Vaiolo delle scimmie, Bassetti: “Non più un solo focolaio”

Il vaiolo delle scimmie è molto meno contagioso del Covid e questo dovrebbe tranquillizzarci, anche se c’è stata trasmissione interumana e disseminazione globale dei casi“. Un monito che arriva da Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive del San Martino di Genova. “Fino ad oggi avevamo assistito solo al passaggio del virus dagli animali all’uomo, ora c’è anche la trasmissione interumana e non è limitata ad un solo focolaio” – spiega il professor Bassetti ad Agorà su Rai Tre – “I numeri al momento sono limitati ma probabilmente cresceranno, perché c’è più attenzione e ci sono più indagini. Dubito che il virus sia mutato, ma il contagio può avvenire con contatto diretto con le lesioni o con la saliva“.
Il professor Bassetti ha poi aggiunto: “I rapporti non protetti sono sempre un rischio, che siano eterosessuali o omosessuali. Noi esperti dobbiamo fare di tutto per contenere i focolai, ma le zoonosi sono sempre esistite e la vera pandemia è quella di batteri resistenti agli antibiotici. Ogni giorno muoiono centinaia di persone, ma nessuno ne parla“.

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